La Noche Triste
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
![]() |
Questa voce riguardante un argomento di storia non è ancora stata tradotta completamente dalla lingua inglese. Terminala o riscrivila tu.
Nota: il testo da tradurre potrebbe essere nascosto: vai in modifica per visualizzarlo. |
La Noche Triste (la notte triste) fu un episodio accaduto durante la conquista Spagnola del Messico. Durante la notte del 1 luglio 1520 la spedizione guidata da Hernán Cortés fu quasi totalmente distrutta dagli Aztechi.
Indice |
[modifica] Prologue
La spedizione di Cortés arrivò a Tenochtitlan, la capitale azteca, l'8 novembre, 1519 e poco dopo aveva già sottomesso Moctezuma II, l'Hueyi Tlatoani azteco. Nei sei mesi seguenti, Cortés e i suoi alleati autoctoni, i Tlaxcalteca, furono sempre più ospiti sgraditi nella capitale.
In giugno, dal Golfo del Messico a Cortés arrivò notizia che un gruppo molto più numeroso di Spagnoli era stato mandato dal Governatore di Cuba Velázquez per arrestare Cortés per insubordinazione. Lasciando Tenochtitlán nelle mani del suo fidato tenente, Pedro de Alvarado, Cortés marciò fino alla costa, e sconfisse la spedizione cubana guidata da Pánfilo de Narváez. Quando Cortés raccontò ai soldati sconfitti della città dell'oro, Tenochtitlán, essi decisero di unirsi a lui.
Durante la sua assenza, Alvarado guidò un attacco immotivato contro molti nobili Aztechi nel tempio principale, massacrando dozzine o centinaia di essi. (Vedi Il massacro nel Tempio Principale, Tenochtitlán.)
Al suo ritorno in giugno, Cortés scoprì che gli Aztechi avevano eletto un nuovo Hueyi Tlatoani, Cuitláhuac. Poco tempo dopo, gli Aztechi circondarono il palazzo che ospitava gli Spagnoli e Moctezuma. Cortés ordinò a Moctezuma di parlare alla sua gente da una balconata del palazzo e convincerla a lasciar ritornare gli Spagnoli in pace verso la costa. Moctezuma fu insultato e gli vennero tirate pietre e frecce. Cadde per quella che fu definita una commozione cerebrale. Moctezuma morì alcuni giorni dopo, se per le ferite o vittima degli Spagnoli, non è dato sapere.
[modifica] La Noche Triste
Sotto assedio, con scarse provviste di cibo e acqua, Cortés decise di fuggire dalla città. I ponti su quattro delle otto strade rialzate che entravano in città erano stati rimossi, perciò fu costruito un ponte mobile. L'oro e il resto del bottino sottratto agli Aztechi fu diviso in pacchi; molti degli Spagnoli si erano caricati di quanto più oro potessero portare. Gli zoccoli dei cavalli furono avvolti in panni per attutire il rumore.
Nella notte del 1 luglio, 1520,[1] il suo piccolo esercito lasciò il proprio avamposto e mosse verso ovest, verso la strada Tlacopan . Quest'ultima era apparentemente incustodita — forse a causa della pioggia, della disattenzione o incapacità degli Aztechi di prevedere un attacco notturno — e gli Spagnoli riuscirono a passare inosservati, e a farsi strada attraverso la città addormentata. Prima di raggiungere la strada però, furono notati da guerrieri Aztechi, che diedero l'allarme.[2]
La battaglia fu feroce. Quando gli Spagnoli e i loro alleati raggiunsero il ponte, centinaia di canoe apparvero nelle acque circostanti per fermare il piccolo esercito. Gli Spagnoli e i loro alleati nativi si fecero strada combattendo sotto la pioggia, a volte usando il ponte mobile per coprire i fossati, sebbene col proseguire della battaglia alcuni di questi si fossero talmente riempiti di macerie e corpi che i fuggitivi riuscivano a camminarci sopra. In alcuni casi, l'oro e l'equipaggiamento appesantivano i conquistadores a tal punto che questi morivano affogati.
Cortés affermò che solo 150 Spagnoli morirono assieme a 2,000 alleati nativi.
[modifica] Note
- ↑ Varie fonti riportano date che vanno dal 30 giugno al 4 luglio, un problema causato anche dall'uso a quel tempo in Europa del calendario Giuliano, che divergeva dalla vera data (solare) di almeno 12 giorni.
- ↑ Di nuovo, alcune fonti contrastanti affermano che una donna, che stava riempiendo d'acqua alcune brocche, diede l'allarme.
[modifica] Riferimenti
[modifica] Fonti primarie
- Hernan Cortés, Letters — available as Letters from Mexico translated by Anthony Pagden (1986) ISBN 0-300-09094-3
- Díaz del Castillo, Bernal. The Conquest of New Spain. J.M. Cohen (trans.). Penguin Classics, 1963. ISBN 1-404-4123-9 Template:Please check ISBN
- León-Portilla, Miguel (Ed.). The Broken Spears: The Aztec Account of the Conquest of Mexico. Expanded and updated edition. Ángel María Garibay K. (Nahuatl-Spanish trans.), Lysander Kemp (Spanish-English trans.), Alberto Beltran (illus.). Boston, Beacon Press, 1992. ISBN 0-8070-5501-8
[modifica] Fonti secondarie
- Conquest: Cortés, Montezuma, and the Fall of Old Mexico by Hugh Thomas (1993) ISBN 0-671-51104-1
- Cortés and the Downfall of the Aztec Empire by Jon Manchip White (1971) ISBN 0-7867-0271-0
- History of the Conquest of Mexico. by William H. Prescott ISBN 0-375-75803-8
- The Rain God cries over Mexico by László Passuth
- Seven Myths of the Spanish Conquest by Matthew Restall, Oxford University Press (2003) ISBN 0-19-516077-0
- The Conquest of America by Tzvetan Todorov (1996) ISBN 0-06-132095-1
[modifica] Collegamenti esterni
- Página de relación
- Hernando Cortes on the Web with thumbnail galleries
- Catholic Encyclopedia (1911)
- Conquistadors, with Michael Wood — 2001 PBS documentary
- Ibero-American Electronic Text Series presented online by the University of Wisconsin Digital Collections Center.