Alfredo Ottaviani
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Cardinale | |
![]() Alfredo Ottaviani della Chiesa cattolica |
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Proclamato | 16 dicembre 1935 da papa Pio XI |
Nato | 29 ottobre 1890 |
Ordinato | |
Consacrato | |
Vescovo | |
Deceduto | 3 agosto 1979 |
Cardinale Titolo cardinalizio Collegio cardinalizio · Concistoro Tutti i cardinali dati |
Alfredo Ottaviani (29 ottobre 1890 - 3 agosto 1979) è stato un cardinale italiano, soprannominato il carabiniere della fede perché fu il più rigoroso difensore della tradizione ed il più severo oppositore di ogni riforma innovatrice della Chiesa cattolica, definito da molti "l'uomo delle scomuniche"[1].
Ottaviani era nato povero nel popolare quartiere di Trastevere. Dopo essere stato ordinato prete il 18 marzo 1916, svolge attività pastorale nella diocesi di Roma. Nel marzo 1922 i primi ruoli nella curia romana come segretario personale del nuovo papa Pio XI. Il Papa lo chiama alla Segreteria di Stato nel 1928 come sostituto della sezione Affari Ecclesiastici straordinari, occupò soltanto un anno dopo l'ambitissimo posto di sostituto alla Segreteria di Stato.
In quegli anni Ottaviani portò il contributo della sua alta dottrina giuridica alla stipulazione dei Patti Lateranensi.
Nominato, sempre da Pio XI il 16 dicembre 1935, segretario del Sant'Uffizio, si rivelò subito nemico acerrimo di tutti gli innovatori.
Anche durante il pontificato di Pio XII, si dimostrò irremovibile battendosi contro comunisti e cattolici progressisti italiani, fautori tedeschi e francesi della nuova teologia, preti operai, inventori del catechismo liberale. Ottaviani fu tuttavia - anche per le sue mai dimenticate radici popolari - un uomo di grande sensibilità pastorale, in particolare con i ragazzi e i giovani dell'Oratorio di San Pietro per i quali si prodigava quotidianamente
La convocazione del Concilio Vaticano II ad opera di Papa Giovanni XXIII, la riforma della Curia, l'inizio dell'attività del Sinodo episcopale, furono, per un uomo come Ottaviani, uno strappo eccessivo.
Nel 1962 redasse il documento segreto Crimen sollicitationis, rivolto a tutti i Vescovi del pianeta, tramite il quale intendeva definire le modalità di gestione degli scandali riguardanti i sacerdoti, con possibile scomunica per coloro che non vi si attenevano. Il documento fu approvato dall'allora pontefice Giovanni XXIII.
Nominato dal Papa presidente della Commissione dottrinale, Ottaviani vide attuate le riforme che più aveva osteggiato e temuto, nonostante i suoi tentativi di ostacolarle: la riforma del Sant'Uffizio, l'abolizione dell'Indice dei libri proibiti e del giuramento antimodernista.
Così, nel gennaio 1968 rassegnò le dimissioni. Nel settembre del 1969 scrisse, insieme al cardinal Antonio Bacci, una lettera - altrimenti nota come l'intervento Ottaviani - a Papa Paolo VI , nella quale esprimeva la propria opposizione alla riforma liturgica e, in specie, al nuovo messale romano o Novus Ordo Missae, allora in procinto di entrare in vigore.
Indice |
[modifica] Pubblicazioni
- Alfredo Ottaviani e Antonio Bacci: Breve analisi critica del "Novus Ordo Missae", Roma, 25 settembre 1969
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Francesco Leoni, Il cardinale Alfredo Ottaviani carabiniere della Chiesa, Apes, Roma 2002