Enciclopedia Britannica
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L'Enciclopedia Britannica (in inglese Encyclopædia Britannica) è stata pubblicata a partire dal 1768-1771 come Encyclopædia Britannica, or, A dictionary of arts and sciences, compiled upon a new plan.. La sua prima edizione apparve a Edimburgo in Scozia. La Britannica fu una delle prime importanti enciclopedie generali in lingua inglese, ed è pubblicata ancora oggi.
A partire dal tardo XVIII secolo fino ai primi del XX secolo le voci della Britannica furono spesso citate da molti come la principale autorità su un dato argomento, e talvolta comprendevano nuove teorie o ricerche rivolte ad un pubblico di studiosi. Durante quest'epoca la Britannica guadagnò la propria reputazione ed ebbe una posizione unica nella cultura di lingua inglese. Il ruolo dell'enciclopedia cambiò comunque in modo sostanziale agli inizi del XX secolo, e ciò si riflette nelle edizioni della Britannica a partire dall'undicesima. Le enciclopedie sono diventate opere più generaliste e rivolte ad un pubblico più ampio, con voci più brevi e facilmente leggibili. Non servono più come riferimento autorevole su un argomento: nell'era moderna, un ampia gamma di riviste accademiche, libri di testo, pubblicazioni specializzate e fonti digitali hanno preso il posto dell'enciclopedia.
Oggi la Britannica si è evoluta principalmente nelle versioni digitali disponibili su CD-ROM e attraverso il World Wide Web. È sopravissuta a una feroce competizione da parte di un sempre crescente numero di fonti informative. Le voci della Britannica sono comunemente considerate accurate, affidabili e ben scritte, e continua ad essere consultata come opera di riferimento generale.
Indice |
[modifica] Storia
Frutto dell'illuminismo scozzese, la Britannica venne pubblicata originariamente ad Edimburgo nella seconda metà del XVIII secolo. La prima Britannica nacque dalla mente di Colin Macfarquhar, un libraio e stampatore, e di Andrew Bell, un incisore, che pubblicarono l'opera sotto lo pseudonimo "Society of Gentlemen" (Società di gentiluomini). L'editore fu lo studioso William Smellie, all'epoca ventottenne, cui vennero offerte 200 sterline per produrre l'enciclopedia in 100 parti e tre volumi. La prima parte apparve nel dicembre 1768, al prezzo di sei pence. Nel 1771 l'enciclopedia venne completata, con 2.391 pagine e 160 illustrazioni incise. Si stima ne vennero vendute 3.000 copie.
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«Venne compilata, come recita il titolo, con un progetto di nuovo tipo. Le diverse scienze ed arti vennero "classificate in distinti trattati o sistemi", of which there are 45 with cross headings, that is, titles printed across the page, and about 30 other articles more than three pages long. I più lunghi sono "Anatomia", 166 pagine e "Chirurgia", 238 pagine. "I vari termini tecnici sono spiegati nell'ordine alfabetico in cui si trovano." "Anziché smembrare le scienza, tentando di trattarle in maniera comprensibile in una moltitudine di termini tecnici, hanno raccolto i principi di ogni scienza nella forma di sistemi o trattati distinti, e spiegato i termini nell'ordine alfabetico in cui si trovano, con il riferimento alla scienza a cui appartengono." Questo piano, come dicono i redattori, differisce da quello di tutti i precedenti dizionari di arti e scienza. Il suo merito e la sua novità consiste in… da una parte mantenere insieme importanti materie, e dall'altra agevolare il riferimento con numerosi articoli separati.»
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(Citazione da: Online Encyclopedia article on encyclopaedia)
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Grazie al successo della prima edizione, una seconda edizione, più ambiziosa, ne seguì. Questa volta Smellie rifiutò il ruolo di redattore, e Macfarquhar ne prese egli stesso il posto, aiutato da James Tytler. La seconda edizione fu alla fine pubblicata dal 1777 al 1784 in 10 volumi, per un totale di 8.595 pagine.
Fu comunque la terza edizione, pubblicata 1788–1797 e redatta da Macfarquhar e dopo la sua morte da George Gleig, che finalmente realizzò la visione enciclopedica. La terza edizione non coprì solo un ambito più ampio, con 18 volumi più due volumi di supplementi, per un totale di oltre 16.000 pagine, ma fu anche la prima a comprendere voci scritte specificamente per la Britannica da esperti e accademici, molti reclutati da Greig. La terza edizione stabilì la base della Britannica come un importante, e in molti casi definitivo, riferimento su molti argomenti per gran parte del secolo successivo.
In generale, le voci principali nelle edizioni fino alla decima erano molto più lunghe e più scolastiche delle voci nelle enciclopedie moderne.[1] Nelle edizioni ottocentesche della Britannica erano regolarmente comprese le nuove opere dei suoi autori, o quelle principali.
La straordinaria Encyclopédie Francese è da molti considerata l'ispiratrice della pubblicazione della Britannica. Ma diversamente dall'Encyclopédie, la Britannica era una pubblicazione estremamente conservatrice. Le edizioni successive venivano solitamente dedicate al monarca in quel momento sul trono. Nella dedica al re contenuta nel supplemento alla terza edizione, Gleig scrisse:
Archibald Constable fu coinvolto nella pubblicazione in vario modo dal 1788 e dopo la morte di Macfarquhar nel 1793. Nel 1812 acquistò la Britannica dai suoi soci e la pubblicò fino al 1826. La quarta, la quinta e la sesta edizione, con i relativi supplementi, comprendevano contributi di numerosi autori e scienziati, sia inglesi che scozzesi, di grande prestigio: William Hazlitt, John Stuart Mill, Thomas Malthus, David Ricardo, Walter Scott, e Thomas Young, il cui contributo sull'Egitto includeva la traduzione dei geroglifici della Stele di Rosetta.
[modifica] Note
- ↑ Si veda per esempio la versione online su ELIOHS dell'articolo Storia dalla terza edizione (nella sezione Collegamenti esterni sotto).
[modifica] Fonti
- Herman Kogan, The Great EB: The Story of the Encyclopedia Britannica (Chicago: University of Chicago Press, 1958)
- H. Einbinder, The Myth of the Britannica (New York: Grove Press, 1964)
- A.J. Jacobs, The Know-It-All : One Man's Humble Quest to Become the Smartest Person in the World (New York: Simon & Schuster, 2004)
[modifica] Altri progetti
Wikisource contiene opere originali di o su Enciclopedia Britannica
Commons contiene file multimediali su Enciclopedia Britannica
[modifica] Collegamenti esterni
Encyclopaedia history:
Earlier editions:
- The article History from the third edition.
- Scanned version of Encyclopædia Britannica 1911, including the article Encyclopaedia
- Another scanned version of Encyclopædia Britannica 1911
- Slice of the 1911 Encyclopædia Britannica, as public domain text on Project Gutenberg
- James Mill's essay on government, 1820
- The Lies And Fallacies Of The Encyclopædia Britannica. How Powerful And Shameless Clerical Forces Castrated A Famous Work Of Reference by Joseph McCabe, c. 1947. Tract that claims to show systematic religious bias in the Britannica of the time.
- Vintage Britannica or "Evolving Knowledge" — excerpts on a single topic selected from various Britannica editions since 1768
Modern editions:
- Official website for the current version of Encyclopædia Britannica
- One reader's catalogue of errors in the Encyclopædia Britannica
- Errors in Encyclopædia Britannica that have been corrected in Wikipedia
- To wire or not to wire? Encyclopædia Britannica vs. Microsoft Encarta A comparison of the two encyclopedias, by Panagiota Alevizou, published by the Educational Technology & Society journal
Business history:
- "Dusting off the Britannica" article from Business Week (1997)
- "Death of a salesforce" from Salon (1996)
Sample articles:
- "Vietnam War". First three pages of the article from the Encyclopaedia Britannica Store.
- "Nanotechnology". First two pages of the article from the Encyclopaedia Britannica Store.
- "Science Fiction". First three pages of the article from the Encyclopaedia Britannica Store.
- "Electronics". First three pages of the article from the Encyclopaedia Britannica Store.
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