Enea Tattico
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Enea Tattico è un autore di trattati di argomento militare vissuto probablmente nel IV secolo AC.
Di lui ci resta una sola opera, Poliorketica, che tratta prevalentemente di argomenti inerenti gli assedi.
Alcuni studiosi ritengono che Enea fosse un generale peloponnesiaco contemporaneo di Senofonte e lo identificano con Enea di Stinfalo, in Arcadia, citato da Senofonte (Hellenica, VII.3) fra i comandanti della seconda Battaglia di Mantinea (362). Sempre dalla sua opera superstite possiamo dedurre ch'egli abbia combattuto anche nell'Egeo e in Asia Minore.
Probabilmente i suoi trattati, oltre a riportare studi anteriori, sono stati scritti basandosi sulla sua diretta esperienza di combattente.
[modifica] Le telecomunicazioni in battaglia
Polibio cita Enea come inventore di un sistema di telecomunicazioni, i cui dettagli erano esposti nell'opera Perì Strateghikòn (Sulla strategia): l'autore ne fa una descrizione (Pol. X, 44), ritenendolo un sistema approssimativo perché aveva la limitazione di consentire solamente la trasmissione di messaggi preimpostati. La strumentazione, che deve essere in possesso sia del destinatore sia del destinatario, consisteva in:
- due recipienti colmi d'acqua e con un foro nella parte inferiore;
- due basi di sughero con diametro inferiore a quello dell'apertura dei vasi;
- due aste suddivise in sezioni riportanti, in ogni sezione, una lista concordata di eventi (per esempio, “arrivano i cavalieri”, “arriva la fanteria pesante”, “fanteria leggera”, “fanteria e cavalleria”).
Il fine della trasmissione consisteva nel far pervenire al destinatore uno dei messaggi preimpostati e scritti sull'asse. Si procedeva nella maniera seguente:
- per prima cosa, l'asse veniva inserito nella base di sughero;
- poi, il destinatario alzava la torcia e altrettanto faceva il destinatario del messaggio; entrambi iniziavano a far uscire il liquido dal vaso, con il conseguente abbassamento della base di sughero e dell'asta solidale con questo;
- infine, quando la parte dell'asta con il messaggio che si voleva comunicare arrivava all'altezza del bordo del vaso, il mittente alzava la torcia, segnalando di arrestare la fuoriuscita del liquido. Il destinatario poteva così individuare quale fosse la comunicazione in oggetto tra tutte quelle segnate sull'asta.