Jacopo Aconcio
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Jacopo (o Giacomo) Aconcio (Trento? Ossana?, ca 1492 – Londra, ca 1567), fu un filosofo, un giurista, un riformatore religioso e un ingegnere italiano.
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[modifica] Biografia
Dopo aver studiato giurisprudenza a Trento, fu notaio e, assunto nel 1549 al seguito dell'arciduca Massimiliano I d'Asburgo, fu a Milano dal 1556, divenendo segretario del cardinale Cristoforo Madruzzo, vescovo di Trento e governatore di Milano. Dopo la sua adesione al protestantesimo, è costretto a fuggire nel 1557 a Basilea, raggiungengendo l'amico Francesco Betti e il gruppo di esuli italiani, pubblicadovi, l’anno dopo, il De Methodo, hoc est, de recte investigandarum tradendarumque Scientiarum ratione, un trattato sul corretto metodo di indagine razionale.
Alla fine del 1558 è a Zurigo, ospite di Bernardino Ochino, poi a Strasburgo e a Ginevra. Nel 1559 è a Londra, occupandosi di bonifiche e di progetti di fortificazioni. Aderì alla Chiesa riformata d’Olanda ma il suo essere "infetto da opinioni anabattiste e ariane" lo escluse dai sacramenti, per decisione del vescovo londinese Edmund Grindal.
Nel 1564 tornò a Basilea, dove pubblicò quello stesso anno o nel 1565 gli otto libri delle Satanae Stratagemata (Le astuzie di Satana), ossia le opinioni dogmatiche che albergano in tutte le Chiese. Aconcio cerca di trovare il comune denominatore delle diverse opinioni in modo da ridurre al minimo le affermazioni dogmatiche.
[modifica] Il pensiero
Nel trattato De Methodo, hoc est de recta investigandarum tradendarumque artium ac scientiarum ratione, pubblicato a Basilea nel 1558, Aconcio distingue, muovendosi nell'ambito della speculazione aristotelica, i proposita, le proposizioni che definiscono i dati empirici dell'esperienza, dalle quaestiones, l'analisi dell'accertamento della verità delle proposizioni.
Il suo metodo di accertamento della verità è analitico, un metodo che intende svolgersi passando dalle proposizioni più generali alle più particolari, ritenendo che in questo modo, diversamente dal metodo sintetico, il soggetto conoscente resti legato ai dati dell'esperienza immediata, garantendosi una maggiore possibilità di appropriazione della verità.
Ne Gli stratagemmi di Satana l’Aconcio contestò l’adesione acritica alla religione cattolica richiamando la necessità di comportarsi nella pratica della vita come nelle teorie espresse nelle nostre più intime convinzioni; dalla constatazione che nelle discussioni sulla fede e nelle interpretazioni delle Sacre Scritture nascono controversie e odii, è necessario invitare al dialogo, dal momento che «chi si dedichi alla lettura delle divine scritture, non spinto da una vana curiosità o dall’ambizione di riuscire un acuto controversista intorno alle cose divine, ma da una vera devozione verso Dio e da un astratto desiderio di salvezza, non avrà nessuna difficoltà a conoscere quali questioni siano futili e vuote e quali non sono indegne di essere svolte».
Essendo il fine della dottrina cristiana il procacciamento della vita eterna, l’uomo di fede dovrà vivere facendo riferimento alla testimonianza di Gesù Cristo; molte sono invece, secondo Aconcio, le inessenziali interpretazioni speculative che risalgono unicamente a forme di pensiero umano: anche queste sono stratagemmi di Satana che vogliono distogliere l’uomo dalla retta via, negandogli il riconoscimento della verità e seminando la discordia, attraverso controversie di natura dogmatica, le quali sono fra le cause più comuni del sorgere e della diffusione dell'intolleranza. La persecuzione religiosa, derivata dalla pretesa di essere i depositari delle verità dogmatiche, è una manifestazione satanica: la salvezza si raggiunge attraverso la fede in Cristo, non già mediante l'accettazione di dogmi.
[modifica] Bibliografia
[modifica] Opere
[modifica] Studi
- D. Cantimori, Eretici italiani del Cinquecento, Firenze, 1939
- P. Rossi, Giacomo Aconcio, Milano, 1952
- Ch. D. O' Malley, Jacopo Aconcio, Roma, 1955
- AA. VV., Jacopo Aconcio. Il pensiero scientifico e l'idea di tolleranza, a cura di P. Giacomoni e L. Dappiano, Università di Trento, 2005, ISBN 88-844-3115-8
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