Nilo da Rossano
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nilo (Rossano Calabro 910 - Grottaferrata, 26 settembre 1004), battezzato col nome di Nicola, fu monaco basiliano, eremita, abate e fondatore dell'Abbazia di Grottaferrata. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa.
È santo patrono di Rossano Calabro dove viene festeggiato il 26 settembre e dove nell'anno 2005 si è celebrata la ricorrenza del millenario di San Nilo.
[modifica] La vita
Nacque a Rossano da famiglia aristocratica. Frequentò la scuola annessa alla chiesa di Rossano, divenendo un eccellente calligrafo e innografo; si appassionò alla lettura delle Sacre Scritture e della vita dei Padri del deserto.
Secondo lo storico Lenormant, Nicola si sposa prima di intraprendere la vita da monaco, affascinato dalla bellezza di una ragazza di più umili origini; ebbe una figlia, ma il matrimonio non durò molto. Fece in modo che moglie e figlia non avessero problemi economici e quindi si ritirò nell'eparchia del Mercurion (un'area ai confini fra Lucania e Calabria così detta perché nei pressi del fiume che era stato dedicato al dio pagano si erano insediati monasteri, ed eremi, costituendo una vera e propria "Tebaide".)
Si dedicò alla vita contemplativa e alla carità; raccolse e copiò numerosi codici. Essendo alla ricerca continua di una maggiore perfezione di spirito si ritirò in un recondito eremo e in una caverna dove c'era un altare consacrato a san Michele Arcangelo vicino Mercurion.
Non fu facile per Nicola diventare monaco e prendere i voti per via della sua originaria appartenenza al Decurionato Rossanese, pronuncerà i voti nel convento di San Basilio.
Comincia la sua attività sociale a San Demetrio Corone, fondando un monastero basiliano sulle rovine della chiesetta dedicata ai santi Adriano e Natalia. Dimorò a San Demetrio per venticinque anni, gettando le basi di un’istituzione monastica greca che aveva come compito la riunificazione tra le chiese di oriente e occidente.
![]() |
«“Non basta gridare contro le tenebre, bisogna accendere una luce”»
|
(San Nilo )
|
Gli imperatori di Oriente Basilio e Romano II lo pregarono di recarsi a Costantinopoli con la segreta intenzione di innalzarlo a quella sede patriarcale. Il cenobio di San Nilo venne devastato dai saraceni, i quali, penetrati nella Badia, scacciarono i monaci e stabilirono il loro sacrilego bivacco tra le mura della Mole silenziosa.
Solo nel 982 un altro basiliano, Vitale Cristoforo, fa risorgere il Cenobio dalle rovine spingendolo verso sorti di splendore e rendendolo ancor oggi uno dei centri più importanti di sapere e civiltà.
Morì nel 1004 durante il pellegrinaggio nei pressi di Roma.
Di san Nilo si occupò il suo discepolo prediletto Bartolomeo abate, che ebbe di lui grande stima dichiarando:
[modifica] Cronologia
- 910 ca. nasce a Rossano Calabro.
- 940 ca. riceve l'abito monastico a S.Nazario nel Cilento (Principato di Salerno).
- 940 ca. dopo un soggiorno di quaranta giorni a S.Nazario, si reca nell'eparchia del Mercurion.
- 940 ca. – 960 ca. vive una vita ascetica nell'eparchia del Mercurion; in questi anni compie almeno un pellegrinaggio a Roma.
- 960 ca. si trasferisce a S.Adriano presso Rossano Calabro.
- 980 ca. si reca a Capua.
- 981 – 996 ca. risiede nel monastero di S.Michele di Valleluce presso Montecassino.
- 996 ca. si trasferisce a Serperi nei pressi di Gaeta.
- 998 si reca a Roma alla corte di Ottone III; ritorna a Serperi.
- 1004 (26 settembre) muore nella chiesa di S. Agata presso Tuscolo.