Notburga di Eben
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Notburga di Eben (Rattenberg, nord Tirolo, 1265 - castello di Rottenburg, 16 settembre 1313), venerata come santa dalla Chiesa Cattolica. Su di lei furono scritte numerose vitae e fu raffigurata in vari dipinti, dove è raffigurata insieme ad una falce (vedi oltre).
[modifica] Cenni biografici e leggende devozionali
La tradizione riporta che era una donna non sposata, cuoca presso il castello di Rottenburg: era solita dare ai poveri ciò che avanzava alla mensa del padrone, fatto che infastidiva molto il nobile stesso fino a costringere Notburga ad andarsene e a cercare un altro lavoro. Incontrò un contadino, con il quale stabilì un patto: dai vespri del sabato fino al lunedì mattina, non si sarebbe lavorato per santificare degnamente la domenica. L’uomo inizialmente accettò, ma, in seguito, se ne pentì e cominciò a lamentarsi: egli riteneva questa interruzione troppo dannosa al suo lavoro agricolo. A causa di queste rimostranze, Notburga si arrabbiò: secondo una leggenda devozionale, prese una falce, chiamò Dio a testimone del patto e lanciò l'attrezzo in aria; questo rimase immobile nel vuoto, lasciando l’uomo allibito. Il contadino non cambiò atteggiamento, tanto che Notburga lo abbandonò, tornando a fare la cuoca dov’era prima.
Quando morì, i compaesani religiosi (che già la ritenevano santa, oltre che per l'episodio della falce, per la vita irreprensibile) affidarono ai buoi la sua salma: gli animali avrebbero attraversato "miracolosamente" il fiume Inn fermandosi a Eben. I pellegrini usavano prendere un po’ di terra dalla tomba di Notburga, convinti che aiutasse a guarire le malattie di uomini e animali. La piccola chiesa di Eben presso cui era sepolta venne ingrandita a più riprese: nel 1434, nel 1516 e abbellita per diretto interessamento dell'imperatore Massimiliano d'Aburgo. Nel 1718 le reliquie furono ricomposte, dorate e spostate sotto l'altare maggiore.
Il culto, ufficialmente autorizzato da Pio IX con decreto del 27 marzo 1862, era già particolarmente intenso in Baviera, Austria, Tirolo ed Istria: un tempo si inghiottivano sue immaginette, grandi quanto un’unghia. La santa è considerata protettrice delle domestiche, dei contadini e delle loro figlie e la sua festa è celebrata il 14 settembre.