Seconda guerra giudaica
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La seconda guerra giudaica, tra il 132 e il 135, fu l'ultima rivolta che gli Ebrei organizzarono contro la potenza romana.
Simon ben Kosiba, detto bar Kochba (ossia, "figlio della stella") fu il capo di questa rivolta, si presentò come il Messia, e così venne creduto. Durante questa rivolta i cristiani si rifiutarono di combattere, sia dall'una che dall'altra parte. Essi infatti erano ancora propensi a considerarsi una delle tante correnti ebraiche, sebbene già con la distruzione del Tempio di Gerusalemme, avvenuta nel 70, lo strappo fu notevole.
Tale rivolta era scoppiata a seguito della decisione dell'imperatore Adriano di costruire un tempio pagano in onore di Giove a Gerusalemme.
Simone Bar Kokhba, coi suoi, occupò Gerusalemme, infliggendo molte perdite ai romani. Dopo aver partecipato alla campagna militare di Traiano contro i parti, la Legio X Fretensis fu coinvolta assieme a truppe provenienti dal confine danubiano, sotto il comando di Sesto Giulio Severo: riconquistarono Gerusalemme e assediarono con successo l'ultima fortezza giudaica, Betar. Visto il malcontento che serpeggiava nella regione, la legione Fretensis fu affiancata dalla VI Ferrata, accampata a Lejjun.
Adriano costruì il tempio di Giove sulla spianata del monte Moriah. L'ingresso alla città fu vietato a tutti i Giudei sotto pena di morte. Dopo la tragica sconfitta di quella ribellione, il nome del sedicente Messia Bar Kokbha venne cambiato in Bar Koziba, ossia "il figlio della menzogna".
La profezia di Gesù Cristo si avverò alla lettera:
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«Gerusalemme sarà messa sotto i piedi dai Gentili, finché saranno compiuti i tempi dei Gentili» (Luca 21,24) |
Adriano ricostruì Gerusalemme come colonia romana, e ne cambiò il nome in Aelia Capitolina, mentre la Giudea da quel momento venne chiamata Syria Palaestina.
[modifica] Voci correlate
- Guerre giudaiche
- Prima guerra giudaica, nella quale fu distrutto il Tempio di Gerusalemme
- Legio X Fretensis
- Tempio di Gerusalemme
- Diaspora ebraica
- Simone ben Kokhba