Rigidità dielettrica
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La rigidità dielettrica è definita come il valore limite di campo elettrico, espresso in kV/mm (kilovolt per millimetro), oltre il quale si produce una scarica disruptiva in un materiale dielettrico.
Superato tale valore il materiale cessa di essere isolante e può subire, specialmente se solido, alterazioni permanenti per effetto del calore generato dall'arco elettrico.
La rigidità dielettrica determina il limite massimo di tensione sopportabile da un capacitore o da un cavo elettrico, oppure la distanza minima di separazione in aria che deve avere un conduttore in alta tensione per garantire l'isolamento.
Quando lo spessore di uno strato isolante si riduce a spessori di millesimi di millimetro, anche tensioni relativamente basse possono dare origine a campi elettrici elevatissimi e superare il valore di rigidità dielettrica. É questo il motivo per cui i circuiti integrati usati in elettronica sono particolarmente suscettibili di essere danneggiati da scariche elettrostatiche.
La determinazione del valore di rigidità dielettrica si determina applicando valori progressivamente crescenti di differenza di potenziale tra due facce di un campione di dimensioni e forma standard di un materiale.
[modifica] Rigidità dielettrica di alcuni materiali
Materiale | Rigidità dielettrica [kV/mm] |
---|---|
Aria secca a pressione standard | 3 |
Acqua distillata | 15 |
Olio minerale | 7,5-16 |
Olio per trasformatori | 12-17 |
Bachelite | 10 |
Carta non trattata | 6 |
Carta paraffinata | 40-50 |
Gomma naturale | 20-40 |
Mica | 50-120 |
Polietilene | 50 |
Politetrafluoroetilene | 65 |
Porcellana | 12-30 |
Vetro | 25-100 |