Décollage
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Il décollage nasce da una profonda analisi contestuale della "City". Tra i primi sperimentatori di questa tecnica furono Rotella, Hains, Villeglé. Vi sono però opinioni discordanti su chi fu realmente il primo ad utilizzare tale tecnica. Il dualismo verte tra i due capisaldi di tale sperimentazione "New-Dada", Rotella e Hains. Comunque innegabile è il fatto che fu Rotella il primo ad esporre, a Roma nel 1955, il manifesto lacerato. Ma in che cosa consiste in realtà? Esso sta a rappresentare la protesta nei confronti di una situazione sociale che ormai "sopravvive" tra i falsi miti del consumismo nel dopoguerra. E' così che un giovane "Americano d'Italia", passeggiando per Piazza del Popolo a Roma, ricevette l'illuminazione, lo choc. Il manifesto strappato risulta essere pertanto un grido, con il quale viene detto "Basta" all'Italia artistica che già tutti conoscono. Come i tagli di Fontana, come le combustioni di Burri, come le "Merda d'artista" di Manzoni, Rotella utilizza il décollage per garantire ad una comunità artistico-culturale della seconda metà del'900, un'ulterire studio concettuale, per riscoprire un arte classica con una semplice azione sistematica, ripetitiva, lacerante, esplicativa. Nel 2004 un giovane artista toscano, Mauro Moriconi sull'esempio del Maestro Rotella pratica il décollage. Sembra che il "testimone" si sia passato a questo giovane artista che ha saputo riadattare alle nuove esigenza espressive dell'arte contemporanea la tecnica del décollage.