Franco Fava
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Franco Fava (Iseo 1917 - 2006)
Poeta dialettale bresciano, questa è una classificazione in realtà molto riduttiva, in quanto fu un artista di grande sensibilità e levatura, che scelse il dialetto bresciano come mezzo di espressione, ma la sua poesia a differenza della maggior parte dei testi dialettali, non è limitata alla comicità sempliciotta o alla lirica un po’ arcadiana e melensa.
Lui ha saputo esprimere i sentimenti umani con forza e sensibilità, nobilitando nel contempo il dialetto bresciano, che essendo una lingua parlata essenzialmente da contadini è quasi completamente priva di vocaboli che esprimano concetti astratti, un esempio è che per indicare il “passato” si usa dire “ el dé ché ‘ndré” (il da qui indietro).
La forza e la grandezza della sua poesia hanno origine, oltre che dalla sua intelligenza, anche dalla sua vita, combatté sul fronte occidentale ed il Libia e fu internato in ben sette campi di concentramento tedeschi.
Fu comunque anche poeta finemente satirico e seppe dileggiare con molto garbo la moderna società dei “parvenues”, si veda "Arricchiti precocemente"
Il libro che raccoglie la maggior parte delle sue opere è “Talét dè sbrèl” (Voglia di sereno), leggibile da tutti per i testi in italiano, altrettanto belli, in calce agli originali in dialetto.
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