Molly Malone
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Molly Malone, inno per Dublino |
![]() Ignota è la data di composizione della canzone, che dovrebbe comunque essere stata scritta in Scozia nella seconda metà dell'Ottocento. Ugualmente sconosciuto è l'autore (o gli autori) del testo e della musica. Il brano non venne mai edito ufficialmente prima degli anni ottanta del XIX secolo e la sua pubblicazione avvenne contestualmente a quella di uno scritto che trattava dello stesso argomento da parte dello scrittore di Edinburgo James Yorkston. |
Molly Malone (o Cockles and Mussels, Vongole e molluschi) è l'inno ufficioso della città irlandese di Dublino. Affianca l'inno nazionale Ireland's Call che saluta le gare della squadra nazionale di rugby della Repubblica d'Irlanda (l'Irish International Rugby Team) ed è l'inno ufficiale dei supporter delle società sportive di Dublino aderenti alla GAA, la Gaelic Athletic Association.
Il brano appartiene alla cultura musicale popolare gaelica ed è dedicato ad una figura che non si sa se sia se sia realmente esistita ma che viene convenzionalmente identificata con quella di giovane venditrice di pesce del villaggio di Howth, a nord di Dublino, morta in giovane età a causa di una misteriosa febbre.
Una statua realizzata da Jean Rynhart e dedicata alla fanciulla è stata posta nel 1987 in Grafton Street, a commemorazione dei mille anni di vita della città; la statua è conosciuta familiarmente con il nome di "The Tart with the Cart" e ritrae la giovane Molly in abiti del XVII secolo.
Una leggenda metropolitana vuole che Molly fosse una prosperosa giovane dal seno generoso che alternava il mestiere di pescivendola di giorno a quello di prostituta alla notte. Di certo è possibile che molte Mary o Molly Malone abbiano vissuto a Dublino durante i secoli ma non è stato finora possibile — nonostante gli sforzi di molti ricercatori — mettere in relazione una in particolare di esse con la protagonista del brano musicale, scandito da un ritmo e con un testo di ballata dal vago sapore tragi-comico.
Indice |
[modifica] Il testo
In Dublin's fair city,
where the girls are so pretty,
I first set my eyes on sweet Molly Malone,
As she wheeled her wheel-barrow,
Through streets broad and narrow,
Crying, "Cockles and mussels, alive alive oh!"
"Alive-a-live-oh,
Alive-a-live-oh",
Crying "Cockles and mussels, alive alive oh".
She was a fishmonger,
And sure 'twas no wonder,
For so were her mother and father before,
And they each wheeled their barrow,
Through streets broad and narrow,
Crying, "Cockles and mussels, alive, alive oh!"
(coro)
She died of a fever,
And no one could save her,
And that was the end of sweet Molly Malone.
Now her ghost wheels her barrow,
Through streets broad and narrow,
Crying, "Cockles and mussels, alive, alive oh!"
(coro)
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Testo in italiano
- MP3 by Sonnet Simmons at McGuinn’s Folk Den
- (EN) Molly Malone - Roger McGuinn ex-The Byrds
- (EN) Ireland Information (Cockles and Mussels midi-file)
- (EN) Approfondimento su Molly Malone
[modifica] Curiositá
- L'appellativo di "the tart with a cart" (traducibile come "la sgualdrina con la carriola") affibbiato dai Dublinesi alla statua di Molly Malone non è l'unico esempio della critica esercitata sui decori urbani di Dublino dai suoi abitanti. Stando ad un articolo pubblicato dalla sezione viaggi del noto settimanale "The Economist", la statua raffigurante il fiume Shannon é stata soprannominata, nello stesso spirito, "the floozy in the Jacuzzi" ("la sgualdrina nell'idromassaggio").
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