Scuola storica tedesca
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La Scuola storica tedesca fu un movimento economico sviluppatosi a cavallo tra la prima e seconda metà dell'ottocento.
Didatticamente possiamo definire a posteriori due momenti principali dello sviluppo di tale scuola, indicati come "prima" e "seconda" generazione.
La scuola storica tedesca criticò in modo radicale l'approccio logico-deduttivo proprio del marginalismo, sostenendo che l'astrattezza delle leggi economiche dovesse essere abbandonata in favore di un approccio "storico", basato sul contesto socio-culturale.
I primi esponenti della scuola storica tedesca rigettarono in modo radicale l'intero approccio marginalista: in contrapposizione al concetto di self interest elaborarono quello di spirito popolare, e furono strenui sostenitori del metodo induttivo.
In base all'approccio di questa scuola, giungere a leggi astratte con valore universale era impossibile.
La "seconda generazione" fu rappresentata in particola modo da Gustav Schmoller, il quale affiancò il metodo induttivo a quello deduttivo (conscio della concreta "minaccia" rappresentata dal marginalismo), per fornire le leggi economiche di un certo grado di astrattezza, ma sempre vincolata al contesto storico.
Il punto di partenza per l'analisi economica era rappresentato, per la scuola storica tedesca, dalla popolazione intesa come ente dotata di propria razionalità; per i marginalisti, invece, l'oggetto dell 'analisi era rappresentato dall'individuo singolo.
La scuola storica tedesca, tuttavia, non ebbe lo sviluppo e il successo di quella marginalista, per il semplice fatto che, con l'evolversi della società, un approccio eccessivamente relativista che spieghi le dinamiche economiche solo in base all'evolversi della società, non era più sufficiente; si cominciavano, infatti, a sentire le grosse lacune analitiche che questa scuola non fu mai in grado di risolvere a pieno.