Castel Sismondo
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Il Castel Sismondo di Rimini prende il proprio nome dal suo ideatore e costruttore, Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini e Fano. I lavori iniziarono nel maggio del 1437 e durarono circa 15 anni. La struttura venne costruita sopra le vecchie case di famiglia e smantellando un tratto delle mura urbiche. L'odierna struttura rimasta non rappresenta altro che il nucleo centrale del castello, che era originariamente difeso da un ulteriore giro di mura e da un fossato.
La grande capacità del Malatesta nell'utilizzo delle artiglierie, gli permise di creare una struttura capace di resistere alla forza distruttrice dei cannoni. Le cortine infatti, sono molto più robuste di quanto servirebbe, ma soprattutto, i grandi torrioni quadrangolari accoglievano al loro interno un cannone in bronzo ciascuno.
Nonostante la sua posizione quasi esterna alla città, il Castello non presenta torri difensive rivolte verso l'esterno; le uniche presenti sono tutte rivolte verso la città. Questa particolarità ci permette di comprendere come non fossero rare rivolte cittadine al signore.
Verso la città è rivolta anche la porta, che presenta, al di sopra dell'arco di entrata, il simbolo araldico malatestiano, ovvero l'elmo con cimiero a forma di elefante. Ai lati di questa figura vediamo scritto per intero il nome Sigismondo Pandolfo, scritto in caratteri gotici. Questo goticismo stilistico ci riporta all'ambiente di Venezia, città che rimarrà sempre legata al Malatesta.
La parte centrale del Castello era adibita ad abitazione del principe. Qui vi erano le stanze più belle, adorne di arazzi e tende, di tavole ed affreschi. Qui si consumavano le tante feste di corte. Anche l'esterno doveva comunque avere un effetto ottico diverso da quello che l'occhio percepisce oggi. Un suggerimento ci è dato dalle mattonelle in maiolica poste a ridosso dei piedi dei torrioni, le quali ci possono dare una vaga idea della policromia presente nel castello. Un'altra idea possiamo farcela osservando il clipeo presente nel dipinto su tavola di Piero della Francesca, che rappresenta Sigismondo in ginocchio di fronte a San Sigismondo.
Nel 1821 il castello venne adibito a caserma dei carabinieri. Nel 1826 vennero demolite le mura esterne e colmato il fossato.
Dopo un lungo periodo di decadenza, il castello è stato acquistato dalla CARIM, che l'ha adibito all'ospitamento di mostre a tema a partire dal 2000.