Discussione:Chimera di Arezzo
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[modifica] Testo che potrebbe essere utile
La storia del ritrovamento della statua della Chimera ad Arezzo ha profonde contraddizioni, con evidenti incertezze storiche sul luogo preciso e sulla data.
Il grande Aretino Giorgio Vasari, regista della valorizzazione politica e artistica della Chimera, a favore di Cosimo I dei Medici, indica una data e un luogo del suo ritrovamento del tutto diverso da quanto è scritto nel documento custodito nel libro delle deliberazioni della città custodito nell’Archivio di Stato di Arezzo.
Benvenuto Cellini, che mise la sua mano nella Chimera, indicò data e luogo del suo ritrovamento, ancora diversi rispetto al Vasari. Dopo secoli c’è ancora da sistemare tutte queste diversità storiche. Certo è che la Chimera fu ritrovata ad Arezzo. Dove e quando ancora non è chiaro!
SIMBOLO DI POTERE Fu utilizzata come simbolo politico per la fondazione di uno stato regionale governato da Cosimo I dei Medici, che voleva trovare la “giustificazione” storica per il Granducato di Etruria nella cultura etrusca. Il suo ritrovamento e il suo trasferimento a Firenze furono decisi per dare alla Chimera un preciso valore “politico”.
Regista dell’intera operazione fu Giorgio Vasari , che nato da una famiglia di vasai conosceva bene tutta l’area delle Calcerelle posta lungo la riva destra del fiume Castro (oggi zona di Via Marco Perennio – Via Fiorentina).
Il nonno e il babbo di Giorgio Vasari erano andati in questa zona a trovare vasi antichi etruschi assieme al Cardinale Giovanni dei Medici , divenuto poi Papa Leone X.
C’è una cornice davvero interessante attorno al supposto luogo del ritrovamento della Chimera. L’enorme quantità di terra utilizzata come terrapieno nel bastione di Porta San Lorentino proveniva proprio dalla zona delle Calcerelle,dove i Vasari avevano trovato numerosi vasi etruschi. Ritengo che la Chimera sia stata trovata proprio in questa zona,fuori di Porta San Lorentino verso il Castro
La Chimera a Firenze fu utilizzata quindi come simbolo “politico” utile a Cosimo I dei Medici per diventare primo granduca della Toscana.
Fu collocata in Palazzo Vecchio proprio perché era la sede istituzionale del nuovo stato della Toscana e vi rimase fin quando fu utile a questo disegno politico.
Poi fu emarginata in altre sedi fino ad arrivare in una sala del Museo Archeologico di Firenze. Partì da Arezzo, portata via per volontà di Cosimo I dei Medici per motivi politici, non certo per motivi storici e artistici.