Tastiera (musica)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La tastiera è un insieme di tasti che vengono premuti in generale con l'aiuto delle dita delle due mani per suonare determinati strumenti musicali:
- fisarmonica
- celesta
- clavicembalo
- virginale
- spinetta
- clavicordo
- harmonium
- regale
- organo
- fortepiano
- pianoforte
ed altri. Inoltre, la maggior parte dei sintetizzatori elettrici o elettronici usa una tastiera per controllare la generazione del suono, anche se non mancano sintetizzatori controllati da corde pizzicate (chitarra) o da pad o pulsanti (perlopiù drum machine).
La disposizione dei tasti segue le dodici note della scala cromatica di do maggiore, con i tasti della scala diatonica che sono maggiormente sporgenti rispetto a quelli delle alterazioni cromatiche che, almeno nel pianoforte, sono di colore nero. I tasti sono ripetuti per più di un'ottava e, nelle tastiere moderne, possono raggiungere le otto ottave. Oggi, i formati più comuni variano dai 61 agli 88 tasti, anche se non mancano tastiere ridotte di 40 o anche 20 tasti appena, usate quasi esclusivamente per controllare un sintetizzatore di effetti sonori.
I tasti possono essere azionati anche dal piede (pedali dell'organo) o coi pugni (carillon) o coi gomiti (organi antichi). La tastiera della fisarmonica differisce in parte da quella degli altri strumenti, per i tasti rotondi sul lato sinistro. Inoltre, alcuni organi perlopiù elettronici utilizzano tasti di tipo waterfall. Si tratta di un tasto con bordo verticale (da cui il nome di tasto a cascata), privo del bordo sporgente tipico dei tasti del pianoforte. Tale conformazione rende più facile la scivolata di palmo o palm slide, un tecnica molto diffusa presso i tastieristi jazz.
La realizzazione pratica di una tastiera comporta un problema di proporzioni che non ha una soluzione rigorosa. Se si considera che i tasti diatonici devono essere di larghezza identica, e che ciò deve avvenire anche per i tasti cromatici, neri sul pianoforte, e che le parti invisibili, rilegate al meccanismo di produzione sonora, devono anche esse avere la stessa larghezza, si finisce a sistema di equazioni insolubili. Nella pratica, i costruttori si servivano di "regole per le tastiere" descritte da Marin Mersenne (1588-1648), che permettevano di avere un posizionamento ottimale tenendo conto di queste costrizioni.
Sugli strumenti vecchi possono presentarsi due particolarità:
- ottava "corta": i tasti che corrispondono a certe note gravi poco utilizzate servivano in effetti a produrre delle note più gravi rispetto al disegno della tastiera. Questo permetteva agli strumentisti di suonare degli accordi di nona o più, impraticabili su un piano moderno;
- tasti divisi trasversalmente o longitudinalmente per produrre due note distinte in funzione della posizione del dito.