Velocità di clock
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La velocità o frequenza di clock è la capacità di un' unità di calcolo o di un microprocessore di eseguire una o più operazioni nell'unità di tempo di un minuto secondo, ed è espressa in cicli al secondo, o hertz e suoi multipli. L'unità di calcolo del calcolatore Z1 (che utilizzava la tecnologia elettromeccanica, non elettronica) costruito dal tedesco Konrad Zuse nel 1938 andava da 0,3 cicli al secondo fino al massimo di 1 hertz. La velocità di clock del primo microprocessore moderno, l'Intel 4004 progettato dall'italiano Federico Faggin nel 1971, era di 740 khz. Le attuali CPU dei personal computer raggiungono e superano ormai i 3 Gigahertz, sono cioè in grado di eseguire più di 3 miliardi di operazioni al secondo. In queste moderne CPU la velocità di clock, essendo così elevata, deve essere regolata da un minuscolo oscillatore al quarzo inserito all'interno della stessa CPU, e regolabile tramite il BIOS. Gli informatici esperti sono in grado di aumentare le prestazioni dei computers aumentando la velocità di clock nominale del processore, ma si tratta di un'operazione rischiosa che può portare al surriscaldamento della CPU. Vi sono comunque alcuni processori di particolare efficienza e robustezza che sono in grado di supportare bene velocità di clock maggiori di quella nominale, senza subire danni. Nel gergo informatico questa operazione viene definita overclocking, ed è utilizzata anche dall'industria per testare l'affidabilità delle CPU prodotte.