Canzone degli anni sessanta
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La canzone degli anni sessanta esplose con grande esuberanza ed energia ma anche con grande confusione e una certa superficialità, portata com'era a passare dall'allegria alla malinconia, dalla malinconia alla rabbia senza soluzione di continuità.
Tra il 1960 e il 1964 nascono e si alternano almeno trenta diversi tipi di balli che non lasciano grande traccia e il fatturato del disco in Italia, con la vendita di ventotto milioni di 45 giri e 4 milioni e mezzo di 33 giri, raggiunge, tra il 1964 e il 1965, i ventiquattro miliardi di lire.
L'industria del disco e in generale del divertimento produce in continuazione nuovi successi e nuovi idoli, dal Festival di Sanremo di Gianni Ravera, dai Cantagiro di Ezio Radaelli, dai Un disco per l'estate della RAI e dai Festivalbar di Vittorio Salvetti.
Il significato che le nuove generazioni ripongono nel disco ha un significato esclusivo, nasce un grande show-business grazie alle numerose ricerche di mercato che viene fatto in modo assiduo e con grande pragmatismo.
Da questa frenetica attività nasce una canzone diversa come la musica beat o la canzone d'autore che vuole essere in sintonia con i problemi del momento ma spesso trionfano, in termini di successo e di vendite, canzoni e personaggi di poco impegno.
L'immagine vincente di questo periodo è quella del bravo ragazzo e della brava ragazza, che, se pur legati al rock a allo yé-yé sono legati, con molto giudizio, ai valori della tradizione.
[modifica] Campioni di vendita
Tanti sono gli autori dal volto di bravi giovani da ricordare di questi anni,molto si deve all'enorme influenza esercitata dal celebre gruppo rock dei Beatles in tutte le nazioni,dando il via a cio' che conosciamo della odierna musica leggera pop e rock. In Italia ancora ancorata al passato "bel canto" da Nico Fidenco che con la pubblicazione del primo 45 giri nel 1960 Legata ad un granello di sabbia, supererà un milione di copie di vendite a Michele (Se mi vuoi lasciare), a Dino (Gli occhi miei), a Massimo Ranieri (Rose rosse) e non mancano i volti dei brutti ma simpatici come Nicola di Bari (Vagabondo), Jimmy Fontana (Il mondo, La nostra favola) e Lucio Dalla (Il cielo), così come quelli che cercano di fare anticorrente come Tony Renis (Quando quando quando), Gianni Meccia (Il barattolo, Il pullover) e Don Backy (Ho rimasto solo, Canzone) per non dimenticare poi la figura del goliardo da spiaggia con Edoardo Vianello (Guarda come dondolo, Pinne, fucili e occhiali) e del bel tenebroso Bobby Solo che con Una lacrima sul viso supera il mezzo milione di dischi venduti. Ma tra tutti il volto simbolo di questi anni e che dominò per una decina di anni in modo assoluto il mercato del 45 giri italiano fu Gianni Morandi.