Gendarmeria Pontificia
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La Gendarmeria Pontificia nacque nel 1816 sotto la denominazione di Carabinieri Pontifici, in seguito all'esigenza di uniformare i corpi di polizia dello Stato Pontificio.
Dislocato su tutte le Province dello Stato, il Corpo dei Carabinieri Pontifici, ebbe numerose caserme in Roma, una speciale menzione merita quella storica ubicata in Piazza del Popolo, edificata da Pio VII e tuttora occupata dai Carabinieri Italiani. Nel 1849 in seguito ai fatti della Repubblica Romana, vennero disciolti e sostituiti con Decreto di Pio IX dalla nuova arma politica denominata Veliti Pontifici, a cui vennero demandate le stesse funzioni un tempo appartenute ai Carabinieri Pontifici. Questo nuovo Reggimento era strutturato in 14 Compagnie, che prendevano nome dalle Provincie in cui svolgevano servizio. Sempre con decreto di Pio IX, il 12 luglio 1851 assunse la nuova denominazione di Gendarmeria Pontificia.
Dopo i fatti del 1870, con l'annessione dei territori pontifici al Regno d'Italia, la Gendarmeria Pontificia unitamente agli altri Corpi Armati Pontifici, continuò a svolgere i suoi compiti d'istituto in Vaticano, ridotti ad un effettivo di cento militari. In seguito ai Patti Lateranensi, subì un'incremento di personale e posta alle dipendenze del Governatore dello Stato della Città del Vaticano. Il 20 gennaio del 1971, venne colpita unitamente agli altri Corpi Militari, ad eccezione della Guardia Svizzera Pontificia, dal Decreto di scioglimento voluto da Papa Paolo VI, venendo sostituita con un Ufficio Centrale di Vigilanza. Subendo nel corso dei decenni svariati cambi di denominazione, il 2 gennaio 2002 con apposita legge firmata da Papa Giovanni Paolo II, vede ripristinato in parte l'antico nome con la nuova denominazione di Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano.