Pomologia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La Pomologia è la disciplina che classifica, distinguendo i tempi di maturazione, quindi il carattere precoce o tardivo, le dimensioni dei frutti, il colore dell’epidermide e della polpa, la resistenza della pianta alle avversità, le centinaia di varietà degli alberi da frutto: pere, mele, susine, pesche, ciliegie, fichi, arance, limoni e mandarini propagate, da almeno quattromila anni, attraverso l’innesto
Indice |
[modifica] La storia
Fino dall’ età del bronzo l’uomo si accorse che dai semi degli alberi fruttiferi posti al margine dei propri campi era impossibile ottenere piante che producessero frutti identici a quelli dei genitori. Cercando come riprodurre i frutti di particolare gradevolezza di un particolare albero l’agricoltore scoprì l’innesto, una forma di propagazione “vegetativa”, che impedisce, biologicamente, il rimescolamento dei cromosomi e riproduce organismi che non possono considerarsi nuovi viventi, ma parti separate della pianta da cui sono state prelevate le “marze”, i segmenti vivi innestati su pianta diversa.
La prima espressione dell’esistenza di una passione per la gamma più ricca di frutto ci è fornita dall’ Odissea, quando, sbarcato a Itaca, per farsi riconoscere dal padre Ulisse gli ricorda le diverse varietà di frutta che gli aveva donato e che avevano costituito il suo orto di fanciullo: 13 varietà di pero, 10 di melo, 40 di fico, 50 di uva [1]
Il latino Columella propone, a sua volta, un elenco di quasi 40 varietà di uva, di alcune delle quali illustra con precisione i caratteri biologici e organolettici [2].
Per l’Italia propone, nel Cinquecento, ricchi cataloghi pomologici Agostino Gallo, che elenca 12 varietà di pero, 11 di melo, 9 di susine [3] , mentre la grande tradizione pomologica francese ha inizio con il capolavoro di Olivier de Serres, l’autore ugonotto che pubblica, l’anno 1600, il Theatre d’agriculture et menage des champs, una delle parti più ampie del quale è dedicato alla frutticoltura, con l’illustrazione di un ricco catalogo varietale [4].
Nel Seicento scrivono opere sulla frutticoltura, con brevi annotazioni pomologiche, il francese Jean de la Quintinye [5], sovrintendente al giardino di Versailles, e l’inglese John Evelyn. L’età d’oro della pomologia si compie tra la metà del Settecento e quella del secolo successivo, quando vedono la luce tutti gli atlanti pomologici delle nazioni europee: Henri Duhamel du Monceau classifica i frutti dei giardini patrizi della Francia, Johann Mayer quelli della Germania centrale, Mathias Roessler quelli della Boemia, Johann Kraft quelli dell’Austria, George Brookshaw e William Hooker quelli dell’Inghilterra.
L’Italia partecipa alla stagione pomologica internazionale con la Pomona di Giorgio Gallesio, singolare figura degli anni del dominio francese, quando Gallesio scrive i propri libri in francese e li dedica, con servilismo, al proprio superiore, il conte Chabrol de Volvic, per lamentare, caduto Napoleone, di essere stato “costretto” a scrivere in una lingua “non sua”. Gallesio pubblica a Firenze, dove sussiste un’antica tradizione di raffigurazione pittorica e plastica delle varietà di frutta, la Pomona italiana, di cui non riesce a completare il disegno per i dissapori con l’editore, Giovanni Rosini, mancando, così, di includere nel lavoro le varietà di agrumi, oggetto dei suoi studi più originali. L’opera costituisce, comunque, il primo catalogo delle varietà di frutta italiane [6]. Le tavole che la corredano, più di una opera di gentildonne che il galante conte ligure induce a impugnare la tavolozza senza altra ricompensa che i propri complimenti, costituiscono splendide rappresentazioni delle migliori varietà di frutta esistenti , nei giardini italiani, a metà dell’Ottocento, qualcuna forse non più reperibile dopo il trionfo della frutticoltura industriale, che ha semplificato il catalogo dei frutti offerti al pubblico.
La pomologia tradizionale si esprimeva anche con la realizzazione di modelli in cera o in cartapesta accuratamente dipinti. Una splendida collezione di modelli è conservata dalla Facoltà di agraria di Milano, cui la assicurò Girolamo Molon, professore all’alba del Novecento, il maggiore pomologo italiano dell’epoca, un’altra fa parte del museo personale raccolto dal marchese Cosimo Ridolfi, il grande agronomo ottocentesco, nella propria fattoria di Meleto, di pertinenza, fino ad anni recenti, dei nuovi proprietari dell’azienda, i conti Gelli.
All'alba del Novecento, un grande pomologo, Girolamo Molon, convintosi, dalla lettura delle prime notizie sulla frutticoltura della California, che la nuova attività frutticola sulla costa pacifica avrebbe schiacciato la frutticoltura italiana, allora fonte di esportazioni felici, indusse Francesco Saverio Nitti, un uomo politico di grande sensibilità per i problemi economici, a incaricarlo di una lunga missione esplorativa attraverso la frutticoltura americana [7]. Lo studioso italiano fu, quindi, il primo pomologo europeo a tracciare il quadro esaustivo dei progressi che la costituzione di nuove varietà di frutta stava realizzando negli Stati Uniti, che in breve avrebbero opposto al catalogo delle varietà selezionate, in Europa, in quattromila anni, un catalogo di frutti che, unendo bellezza e qualità gustative, avrebbe conquistato i mercati del mondo, ricordiamo le mele Stark Delicious e Golden Delicious, le pesche Springtime e Hale e ,la susina Stanley, l’arancio Washington Navel,
[modifica] Note
- ↑ Antonio Saltini, Storia delle scienze agrarie, vol. I, 1984 pagg. 7-18
- ↑ Idem, ibidem, vol. I, 1984 pagg. 69-88
- ↑ Idem, ibidem, vol. I, 1984 pagg. 319-331
- ↑ Idem, ibidem, vol. I, 1984 pagg. 449-468
- ↑ Idem, ibidem, vol. II, 1987 pagg. 33-48
- ↑ Idem, ibidem, vol. II, 1987 pagg. 615-631
- ↑ Antonio Saltini, Il viaggio in America: la frutticoltura nel confronto mercantile mondiale, in Girolamo Molon (1860-1937 L'ampelografia e la pomologia, Vicenza 1998
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Augustin Sageret Pomologie physiologique Gallica.
- Johann H. Knoop - Pomologie, 1758
- Henri L. Duhamel du Monceau, Traité des arbres fruitiers, avec leur figure, Paris 1768
- Johann Prokop Mayer, Pomona Franconica Nurnberg 1776-1801
- Mathias Roessler, Pomona bohemica, 1759
- Johann Kraft, Pomona austrisca, 1790-96
- George Brookshaw, Pomona britannica, London 1812
- William Hooker, Pomona londinensis, London 1819
- Hadrian Diel - Versuch einer systematischen Beschreibung der in Deutschland gewöhnlichen Kernobstsorten, 21 Hefte 1799-1819,
- Idem Auszug daraus in fünf Bänden 1829-33;
- Idem Systematisches Verzeichniß der vorzüglichsten in Deutschland vorhandenen Obstsorten, 1818,
- Idemmit zwei Fortsetzungen 1829-33.
- Antonio Saltini, Giogio Gallesio in Istituto dell’enciclopedia italiana, Dizionario biografico degli italiani, vol. LI, 1998
- Antonio Saltini, Lucia Tongiorgi Tomasi, Giorgio Gallesio, Una certezza acquisita nella biografia degli enigmi, in Atti dell’Accademia dei Georgofili, I, II, III, IV 1994
- Girolamo Molon, Bibliografia orticola, Milano 1927