Rivolta di Kengir
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La Rivolta di Kengir si verificò nel campo di lavoro sovietico di Kengir nel maggio e nel giugno 1954. La sua durata ed intensità la distinguono da altre rivolte simili, avvenute in quello stesso periodo (ad esempio, quella di Vorkuta).
Dopo l'uccisione di alcuni prigionieri da parte delle guardie, i detenuti di Kengir si ribellarono e presero il controllo dell'intero complesso, tenendolo per settimane. Questo periodo di libertà fu unico nella storia dei Gulag. A seguito di una rara alleanza tra detenuti comuni e politici, i prigionieri riuscirono a forzare le guardie e l'amministrazione ad abbandonare il campo e a separarlo dall'esterno. I rivoltosi misero poi in piedi un sistema di difesa per prevenire incursioni da parte delle autorità. Durante il periodo in cui il campo fu libero, si formò un Governo provvisorio dei prigionieri, si celebrarono matrimoni, si crearono cerimonie religiose indigene, si sviluppò una propaganda contro le autorità. Qualche detenuto si dedicò alle arti e alla cultura.
Dopo 40 giorni di libertà, negoziati e preparazioni per uno scontro violento, la rivolta venne soffocata dai carri armati dell'Armata Rossa la mattina del 25 giugno. Secondo alcuni ex prigionieri, la repressione causò il ferimento o la morte di un numero di detenuti compreso tra 500 e 700. Per le autorità, i morti furono poche dozzine. La storia della rivolta è stata raccontata in Arcipelago Gulag da Aleksandr Solzhenitsyn.