Santi Cosma e Damiano (martiri)
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I Santi Cosma, o Cosimo, e Damiano († Ciro di Siria, 287 circa) sono ritenuti dalla tradizione due gemelli di origine araba, medici in Siria e martiri sotto l'impero di Diocleziano: sono venerati da tutte le Chiese cristiane che ammettono il culto dei santi.
[modifica] La passione
Secondo la tradizione agiografica che, sebbene non storicamente verificabile, è supportata dall'antichità del culto loro tributato, i due erano gemelli originari dell'Arabia, appartenenti ad una ricca famiglia. Dopo aver appreso l'arte medica nella provincia romana di Siria, praticarono la loro professione nella città portuale di Ægea, in Cilicia, sul golfo di Alessandretta.
Assistevano gratuitamente i poveri e per questo erano detti Anagiri (dal greco anargyroi, nemici del denaro): uno dei loro più celebri miracoli tramandati dalla tradizione, fu quello di aver sostituito la gamba ulcerata di un loro paziente con quella di un etiope morto di recente.
Durante le persecuzioni dei cristiani promosse da Diocleziano (284 - 305) furono fatti arrestare dal prefetto di Cilicia, Lisia, e, dopo essere stati sottoposti a varie torture, vennero decapitati nella città di Ciro, nei pressi di Antiochia. Insieme a Cosma e Damiano avrebbero subito il martirio i loro fratelli più giovani, Antimo, Leonzio ed Euprepio.
[modifica] Il culto
Il culto dei santi Cosma e Damiano, invocati come potenti taumaturghi, iniziò subito dopo loro la morte. Il vescovo di Ciro, Teodoreto († 458), parla già della divisione delle loro reliquie, inviate alle numerose chiese già sorte in loro onore (a Gerusalemme, in Egitto, in Mesopotamia); l'imperatore Giustiniano I e il patriarca Proclo dedicarono ai santi una basilica di Costantinopoli che divenne meta di numerosi pellegrinaggi; anche a Roma papa Felice IV (526 - 530) edificò, sul sito dell'antico Templum Romuli e della Bibliotheca Pacis, nel Foro di Traiano, una basilica a loro intitolata e ne favorì il culto in opposizione a quello per i pagani Castore e Polluce.
I crani dei santi vennero traslati da Roma nel X secolo e portati a Brema: nel 1581 Maria, figlia di Carlo V, li donò alla chiesa del convento delle clarisse di Madrid: le stesse reliquie sono però venerate anche nella chiesa di San Pietro a Monaco di Baviera dove, in base all'iscrizione sul reliquiario, vennero poste nel XV secolo. I santi vengono venerati particolarmente anche nel sud italia in Puglia: in alcune città (Bitonto, Conversano, Oria) la processione assume notevole interesse.
La Chiesa cattolica celebrava la loro memoria liturgica il 27 settembre (probabilmente il giorno della dedicazione della basilica romana) ma papa Paolo VI spostò la festa al 26 settembre e rese il culto facoltativo: la Chiesa ortodossa fissa per la loro commemorazione il 1 luglio, il 17 ottobre e il 1 novembre.
In provincia di Salerno il loro culto è diffuso a Ravello nel santuario dei Santi Cosma e Damiano dove dal giorno della festa il 26 settembre alla prima metà di novembre giungono al santuario situato nella roccia oltre 15000 pellegrini dai paesi della costiera amalfitana, da Gragnano, da Lettere e dall'agro nocerino-sarnese. Anche nella città di Eboli è presente un santuario loro intitolato, dove il 27 settembre di ogni anno molti fedeli si recano a visitare il santuario posto su un'altura.
In provincia di Frosinone il loro culto è diffuso a Pontecorvo dove i festeggiamenti si svolgono il 25 e 26 settembre di ogni anno. In onore dei santi fu eretto un santuario più di 1000 anni fa, situato in una frazione dedicata anche essa ai due santi. I festeggiamenti hanno inizio solo quando le processioni organizzate dai paesi confinanti, giungono al santuario.
In provincia di Latina vi è il comune di Santi Cosma e Damiano: la chiesa patronale sorge presso una grotta dove, secondo la leggenda, pernottarono durante un viaggio verso Roma per chiedere all'imperatore tolleranza per i Cristiani. I festeggiamenti civili e religiosi si tengono qui dal 25 al 27 settembre.
Nella provincia dell'Ogliastra il loro culto è venerato a Triei, dove vengono festeggiati 2 volte, la prima il 26 e 27 settembre, con la tradizionale processione e la festa civile. La seconda volta il 12 novembre. La ricorrenza del 12 novembre era in voga nei secoli scorsi, poichè gli abitanti del paese non avevano il tempo di rendere onore ai Santi a Settembre, a causa della vendemmia e dei vari raccolti di fine stagione. Per la festa del 12 novembre inoltre la tradizione voleva che venissero invitate a pranzo le famiglie degli amici dei paesi vicini, che per la ricorrenza arrivavano in paese. Oggi la ricorrenza di novembre viene ricordata solo dal parroco che dedica la messa del giorno ai due santi.
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