Palazzo Comunale (Modena)
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Bene appartenente al Patrimonio dell'Umanità UNESCO | |
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Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande | |
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Dati | |
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Anno inserimento: | 1997 |
Tipologia: | Architettonico |
Criterio: | C (i) (ii) (iii) (iv) (*) |
In pericolo: | Nessuna indicazione |
Scheda: | Scheda UNESCO |
Patrimoni in Italia |
Il palazzo comunale di Modena, che chiude col suo porticato il lato orientale e settentrionale di Piazza Grande, è tuttora sede del Comune di Modena.
Indice |
[modifica] Storia
Non si tratta in realtà di un unico palazzo, ma del risultato della ristrutturazione sei-settecentesca di numerose costruzioni sorte a partire dal 1046, tutte con la medesima funzione di edifici amministrativi e di rappresentanza. Se l'antica Torre civica (oggi Torre Mozza) fu abbattuta nel 1671 in seguito a un terremoto, l'attuale Torre dell'orologio fu costruita verso la fine del Quattrocento.
[modifica] La Sala del Fuoco
All'interno è degno di nota il fregio della Sala del Fuoco, una serie di dipinti eseguiti da Niccolò dell'Abate nel 1546, raffiguranti gli episodi dell'assedio di Modena del 44 a.C.: un'occasione per raffigurare i personaggi della storia romana (Marco Antonio, Bruto, Augusto) in uno sfondo tipicamente ‘emiliano’ in cui appare anche qualche veduta della città.
[modifica] La Secchia Rapita
Nel Camerino dei Confirmati è custodita uno dei simboli della città: la Secchia rapita, un normale secchio di legno che ricorda ai modenesi la gloriosa vittoria ottenuta contro i bolognesi nel 1325 nella battaglia di Zappolino. Secondo un'antica cronaca, ritrovata nel Seicento (e che espirò il poema eroicomico di Alessandro Tassoni, La secchia rapita), i modenesi sottrassero la secchia a un pozzo bolognese, e la riportarono in città come trofeo.
[modifica] La Preda Ringadora
La secchia è una testimonianza diretta della vita medievale nella città: possiamo accostarla alla Preda Ringadora, un grosso masso rettangolare di marmo collocato a pochi metri dal porticato del Palazzo, che probabilmente apparteneva in origine a un antico edificio romano. In epoca medievale la Preda era utilizzata come palco per gli oratori, ma anche come luogo dove eseguire le sentenze di morte ed esporre cadaveri (affinché qualcuno potesse identificarli).
[modifica] La Bonissima
Al medioevo risale anche la statua detta della Bonissima, una misteriosa figura femminile eretta nel 1268 in Piazza Grande e poi successivamente posta sopra il portico del Palazzo Comunale, all'angolo con via Castellaro. La tradizione ci racconta di una generosa nobildonna modenese, Bona, che si distinse nella generosità nei confronti dei poveri. Più probabilmente la figura femminile (che forse reggeva nella mano una bilancia, oggi perduta) è il simbolo della Buona stima (da cui in dialetto bona ésma e poi bonésma), vale a dire della precisione in fatto di misure e compravendite: ai piedi della statua vi erano infatti incise le antiche misure mercantili modenesi, riportate poi dal Quattrocento nell'abside del Duomo.