Le Villi
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Le Villi | |
Lingua originale: | italiano |
Genere: | opera-ballo |
Musica: | Giacomo Puccini |
Libretto: | Ferdinando Fontana (libretto online) |
Fonti letterarie: | Les Willis di Alphonse Karr (derivato da Giselle di Théophile Gautier) |
Atti: | due (uno nella prima versione) |
Epoca di composizione: | agosto-dicembre 1883 |
Prima rappresentazione: | 31 maggio 1884 |
Teatro: | Teatro Dal Verme, Milano |
Versioni successive:
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Personaggi:
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Autografo: | Archivio Ricordi, Milano |
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Le Villi è un'opera-ballo in due atti di Giacomo Puccini, su libretto di Ferdinando Fontana. È la prima opera musicata dal compositore italiano. Il soggetto è tratto da Les Willis di Alphonse Karr, a sua volta ricavato da Giselle di Théophile Gautier, musicato - come balletto - da Adolphe Adam.
Indice |
[modifica] Dal concorso Sonzogno al debutto
Con quest'opera, Puccini partecipò al concorso bandito nel 1883 dall'editore Sonzogno, ma non vinse. Il mancato successo non scoraggiò il compositore che, con l'aiuto di eminenti personalità della Milano intellettuale del tempo, tra cui Arrigo Boito e il suo futuro editore Giulio Ricordi, riuscì a far rappresentare la sua opera. La prima ebbe luogo al Teatro Dal Verme di Milano il 31 maggio 1884, sotto il patrocinio di Ricordi (che stampò il libretto) e fu un autentico successo, di pubblico e critica. L'opera fu annunciata al pubblico, prima della rappresentazione inagurale, come «un’altra delle opere presentata al concorso del "Teatro Illustrato" [la rivista di Casa Sonzogno] che non ebbero né premio né menzione». Tale affermazione scatenò una reazione di condanna nei confronti della commissione giudicatrice, accusata di un imperdonabile errore di valutazione. Oggi la critica tende tuttavia a considerare il mancato successo delle Villi al concorso Sonzogno come il frutto di una manovra editoriale, un vero e proprio sgambetto di Ricordi a Sonzogno. La commissione includeva infatti importanti personalità legate alla scuderia Ricordi, tra cui Amilcare Ponchielli, già insegnante di Puccini al conservatorio di Milano, che mesi prima si era personalmente prodigato affinché Puccini potesse partecipare al concorso, mettendolo in contatto col librettista. È molto probabile che, nell'interesse del loro editore, furono proprio loro ad ostacolare la vittoria di Puccini, che altrimenti si sarebbe legato a Sonzogno.
Secondo una vecchia tesi, l'opera sarebbe stata invece inizialmente respinta per la pessima e caotica grafia del maestro. Tale interpretazione sembra però smentita dal fatto che buona parte del testo inviato alla commissione fosse stato trascritto dal prete Mariannetti di Lucca, la cui grafia era ordinata e chiara.
[modifica] Revisioni
Tra il 1884 e il 1892 Puccini rimaneggiò l'opera a più riprese, in particolare aggiungendo le romanze di Anna e Roberto e suddividendo l'azione in due atti, separati dal balletto in due parti: L'Abbandono (cui furono aggiunti alcuni versi di coro) e La Tregenda.
[modifica] La trama
In un piccolo villaggio della Foresta Nera, si festeggiano le nozze imminenti fra Roberto (tenore) ed Anna (soprano), figlia di Guglielmo Wulf (baritono), un ricco possidente dei luogo; Roberto è però costretto ad abbandonare per qualche tempo la promessa sposa, dovendo raggiungere Magonza per prendere possesso dei beni lasciatigli in eredità da una vecchia congiunta.
Anna è colta da tristi presentimenti, che puntualmente si avverano: giunto in città, Roberto si lascia irretire da un'altra donna, dimenticandosi della fidanzata lontana, che nel frattempo muore di dolore. Egli non sa della tragica sorte di Anna, ma il rimorso lo spinge a tornare da lei per implorare il suo perdono.
Tornato al villaggio, nel pieno dell'inverno, egli intravede il fantasma di Anna, che con infinita tristezza gli si rivolge per ricordargli le promesse di fedeltà ed il tradimento di cui si e macchiato.
Roberto fa per muovere verso di lei, quando uno stuolo di Villi – le misteriose creature che usano darsi convegno nelle notti di luna in attesa di chi, dimentico del giuramento, ha abbandonato la promessa sposa e costringono poi lo spergiuro a danzare con esse una ridda sempre più vorticosa che cesserà quando egli stramazzerà a terra sfinito – lo afferra e lo coinvolge in un ballo che sembra non abbia più fine.
Solo all'alba, mentre Roberto giace ormai senza vita, le Villi si dileguano e con esse svanisce, finalmente placato, il fantasma della fanciulla morta per amore.
[modifica] Organico orchestrale
La partitura di Puccini prevede l'utilizzo di:
- ottavino, 2 flauti, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, 2 fagotti, controfagotto
- 4 corni, 2 trombe, 2 cornette, piston, 3 tromboni, basso tuba (nell'autografo variamente indicato come trombone contrabbasso, oficleide, cimbasso e basso tuba)
- timpani, grancassa, piatti, triangolo, campana, tam tam, glockenspiel
- arpa
- archi.
[modifica] Brani scelti
- Preludio
- Se come voi piccina (romanza di Anna - atto I)
- Non esser, Anna mia, mesta sì tanto (duetto tra Roberto e Anna - atto I)
- Angiol di Dio (concertato-preghiera - atto I)
- Intermezzo sinfonico, parte prima: L'Abbandono
- Intermezzo sinfonico, parte seconda: La Tregenda
- Anima santa della figlia mia (romanza di Guglielmo - atto II)
- Torna ai felici dì (romanza di Roberto - atto II)
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