Giardino dei Semplici
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Il Giardino dei Semplici di Firenze è una sezione del Museo di Storia Naturale dell'Università degli Studi di Firenze.
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«Un Luogo Pubblico, dove... si coltivassero le piante native di climi e paesi differentissimi, affinché i giovini Studenti, le potessero in breve spazio di luogo, con facilità e prestezza imparare a riconoscere.»
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(Luca Ghini, 1543 - frase citata sulla medaglia commemorativa per i 460 anni dalla fondazione del Giardino dei Semplici)
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Indice |
[modifica] Cenni storici
Fin dal Medioevo i Semplici – varietà vegetali con virtù medicamentose – si coltivavano in vari orti cittadini. Nel secolo XVI intensificandosi l’interesse per lo studio del mondo naturale, il duca Cosimo I dei Medici volle un orto accademico per integrare le lezioni degli studenti della facoltà di medicina. La data ufficiale di fondazione può essere fissata il 1° dicembre 1545, data del contratto di affitto stipulato con delle suore Domenicane che cedettero un loro pezzo di terreno situato in località Cafaggio, vicino alle stalle medicee, da cui prende il nome.
L’orto fiorentino può essere considerato il terzo più antico al mondo dopo l'Orto botanico di Pisa e l'Orto botanico di Padova.
Fu disegnato da Niccolò Tribolo e la scelta delle piante e la loro sistemazione fu curata da Luca Ghini. Il Giardino conobbe un periodo di grande splendore sul finire del secolo sotto la direzione di Giuseppe Casabona, in grado di arricchirlo di molte piante rare. Nel corso del XVII secolo, l'attività di Paolo Boccone e di altri botanici e giardinieri consentì al Giardino una certa autonomia, nonostante che l'Orto botanico di Santa Maria Nuova e l'Orto botanico di Pisa svolgessero un ruolo scientifico di ben maggiore rilevanza.
Fu il grande botanico Pier Antonio Micheli che, agli inizi del '700, rese il Giardino un centro di studio e ricerca botanica di rilevanza internazionale, grazie alle sue numerose relazioni con studiosi stranieri. Inoltre curò moltissimo anche la raccolta di semi e campioni secchi. Alla morte del Micheli, nel 1737, successe Giovanni Targioni Tozzetti e quindi Saverio Manetti, autore del primo Index seminum. Passato all'Accademia dei Georgofili nel 1783, dopo la soppressione della Società Botanica, il Giardino fu trasformato in "Orto sperimentale agrario" e ridisegnato radicalmente dall'abate Leonardo Frati. Divenuto nuovamente "Giardino dei semplici" nel 1847, sotto la direzione di Antonio Targioni Tozzetti, nel 1864 venne aperto al pubblico. Il botanico Teodoro Caruel, direttore dal 1865 al 1895, fece costruire le serre tuttora esistenti. Sul finire del secolo passò al Regio Istituto di Studi Superiori, divenuto poi facoltà universitaria, riunendo il settore botanico del museo di storia naturale di via Romana e le collezioni del Giardino di Boboli.
[modifica] Strutture e collezioni
Ha una superficie di 2,3 ettari, di cui 1694 mq sono occupati da serre. Il disegno delle aiuole ricorda sia il modello dell’Hortus conclusus medievale dedicato alla coltivazione delle erbe medicinali e aromatiche sia lo schema del giardino segreto della villa rinascimentale.
L’edificio principale, che occupa tutto il lato su via Micheli, ospita gli uffici, la biblioteca, un laboratorio e le serre. L’edificio, a pianta rettangolare, ha due grandi serre come corpi laterali e le strutture organizzative nella zona centrale. Altre cinque serre realizzate in vetro e metallo sono collocate nel giardino; sono serre fredde o calde che ospitano collezioni di Felci, Piante epifite, Begonie, Bromeliacee.
Dall'edificio centrale si accede al terrazzo, coperto da due pergole in ferro con rose rampicanti dal quale, tramite una scalinata in pietra serena, si scende nel giardino; la scala è fiancheggiata da due cespugli di Feijoa sellowiana e Stranvesia, potati geometricamente. Tutti i vialetti sono pavimentati in ghiaia mentre le aiuole sono delimitate da bassi bordi in pietra. Sempre in pietra sono le panchine e il tavolino che si trovano sulla montagnola mentre gli arredi sono in ferro.
In una nicchia nel muro di fronte all’ingresso di via La Pira, è collocato un busto in marmo di Esculapio. Lo scultore è Antonio Gino Lorenzi da Settignano (seconda metà del XVI secolo). Al centro del giardino è situata una fontana in pietra, con zampillo centrale raffigurante un putto. La vasca ha circa 4 metri di diametro ed ospita piante acquatiche e pesci rossi.
Oltre alla fontana centrale, con funzione prevalentemente decorativa, vi sono numerose vasche: a destra dell’ingresso, si trova una vasca in cemento utilizzata per le ninfee; altre quattro vasche si trovano sulla montagnola e ospitano collezioni di piante acquatiche.
Alle grandi serre si accede dal giardino. All'interno trovano posto una piccola vasca e quattro roccere umide con piante di Filodendro e varie igrofile, fra le quali la Capelvenere.
[modifica] Prato delle Conifere
Vasta zona a prato,in parte in piano e in parte in lieve pendenza, con conifere notevoli per dimensioni ed età e bulbose a fioritura primaverile.
[modifica] Aiuola delle Arecacee
È un'aiuola dedicata all'acclimatazione in pien'aria di varie specie di palme.
[modifica] Aiuole delle piante alimentari e delle piante officinali
Zona dedicata alle piante coltivate per l'alimentazione umana e alle piante officinali spontanee e naturalizzate in Toscana.
[modifica] Aiuola del giardino all'italiana
Ospita un piccolo parterre delimitato da bosso Buxus sempervirens, realizzato per richiamare simbolicamente l'antica tradizione del giardino all'Italiana.
[modifica] Zona del laghetto
Un piccolo laghetto bordato da Edera ospita diverse piante di loto Nelumbo nucifera; nella stessa zona sono state costruite una roccaglia che ricostruisce l'ambiente delle Alpi Apuane e una roccaglia in serpentino per ospitare la flora endemica di questi ambienti.
[modifica] Specie presenti
Il patrimonio vegetale dell’orto è attualmente costituito da circa 9.000 esemplari di piante.
Nel prato delle conifere sono da segnalare un Taxodium distichum e una Metasequoia glyptostroboides. Fra le piante più vecchie una sughera Quercus suber piantata nel 1805 da Ottaviano Targioni Tozzetti, allora direttore; e un tasso Taxus baccata piantato nel 1720 da Pier Antonio Micheli. È presente anche una Zelkova serrata secolare. Nelle serre abbondano le piante esotiche (il caffè, l’albero del viaggiatore, l’Amorphophallus titanus eccezionalmente fiorito nel 2002, il banano, ecc.), e le collezioni di orchidee, piante carnivore, cactacee, cicadee, agrumi, e altre ancora.
- Lista parziale delle specie presenti
- Acer negundo
- Aesculus hippocastanum
- Alnus cordata
- Araucaria imbricata
- Arbutus × andrachinoides
- Archontophoenix cunninghamii
- Calocedrus decurrens
- Cedrus atlantica
- Cedrus deodara
- Cedrus libani
- Celtis occidentalis
- Ceratozamia mexicana
- Cupressus funebris
- Cupressus goveniana
- Cupressus sempervirens
- Cupressus torulosa
- Cycas revoluta
- Cydonia oblonga
- Digitalis lanata
- Digitalis purpurea
- Dionaea muscipula
- Dioon edule
- Dioon purpusii
- Diospyros lotus
- Encephalartos caffer
- Encephalartos ferox
- Encephalartos horridus
- Encephalartos munchii
- Encephalartos natalensis
- Encephalartos trispinosus
- Erithea armata
- Fagus sylvatica
- Fagus sylvatica pendula
- Fraxinus excelsior
- Gingko biloba
- Juglans nigra
- Lagerstroemia indica
- Liriodendron tulipifera
- Magnolia grandiflora
- Melissa officinalis
- Metasequoia glyptostroboides
- Ostrya carpinifolia
- Pinus halepensis sbsp brutia
- Pinus nigra sbsp laricio
- Pinus wallichiana
- Pistacia chinensis
- Pistacia terebinthus
- Platanus spp.
- Pterocarya stenoptera
- Quercus cerris
- Quercus ilex
- Quercus lusitanica
- Quercus macrolepsis
- Quercus robur
- Quercus suber
- Sequoia sempervirens
- Sophora japonica
- Taxodium distichum
- Taxodium mucronatum
- Taxus baccata ♂
- Taxus baccata hiberica ♀
- Tilia platiphyllos
- Torreya californica
- Torreya nucifera
- Torreya nucifera
- Trachycarpus fortunei
- Washingtonia filifera
- Yucca australis
- Zelkova carpinifolia
- Zelkova crenata
- Zelkova serrata
[modifica] Informazioni utili
L'ingresso è in via Micheli 3. Telefono: 055 2756209/2756304
ORARIO lunedì, martedì, giovedì, venerdì, domenica: 9,00-13,00 sabato: 9,00 - 17,00 mercoledì chiuso chiusure annuali: 1 gennaio, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, 25 dicembre
Ingresso a pagamento.
[modifica] Bibliografia
- Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Firenze, Guida agli alberi di Firenze, Ed. Studio GE9, Firenze 1986
- Comune di Firenze, Conoscere Firenze – Ville e giardini, Ed. GE9, Firenze
- Sara Ferri – Francesca Vannozzi, I giardini dei semplici e gli orti botanici della Toscana, Ed. 4emme, 1993
- Bencivenni, De Vico Fallani, Giardini pubblici a Firenze dall’ottocento a oggi, EDIFIR, Firenze 1998
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Giardino dei Semplici
[modifica] Collegamenti esterni
- Giardino dei semplici - Museo di Storia Naturale di Firenze
- Giardino dei semplici - Gruppo di Lavoro per gli Orti Botanici ed i Giardini Storici della Società Botanica Italiana
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