Precetti buddhisti
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I Precetti sono un elemento della dottrina Buddhista.
[modifica] I Precetti secondo il Buddhismo
I Precetti morali sarebbero per questa religione una porta fondamentale che condurrebbe alla liberazione dalla sofferenza. Proposti dal Buddha 2500 anni fa, avrebbero origine dalla consapevolezza che ogni cosa sia interconnessa con tutte le altre, per cui qualunque comportamento umano avrebbe effetti sulla vita di tutti gli esseri che condividono l'esistenza in questo universo.
L'ottuplice sentiero illustra le "tre pratiche dell'Etica", esse sono:
- Retta azione
- Retta parola
- Retti mezzi di sussistenza
Tra le Paramita (virtù) che traghettano sulla sponda del Nirvāṇa, si indicano la Generosità (Dana) e l'Etica (Sila), strettamente connesse con i Precetti. I Precetti, espressi in forma sintetica, sono:
- Non uccidere alcun essere senziente
- Non prendere ciò che non ci è dato
- Non praticare sesso irresponsabilmente
- Non mentire
- Non assumere intossicanti
Queste regole consentono ai credenti di sentirsi liberi da incertezze sul proprio comportamento in molte situazioni della vita. Esse intendono porsi come un riferimento sicuro e solido anche nei momenti di debolezza che potrebbero disorientare il praticante.
Da ciascun Precetto si ricaverebbe il rispetto per la vita e la compassione per tutti gli esseri, nonché la decisione di mantenere sani, nel corpo e nella mente, l'uomo, la Comunità Spirituale, la famiglia e la società.
Ogni Precetto include tre aspetti:
- la consapevolezza della sofferenza generata da un comportamento erroneo
- la determinazione ad astenersi da quel comportamento
- il voto di fare qualcosa in positivo come rimedio alla sofferenza:
- Proteggere la vita.
- Essere generosi.
- Avere una vita sessuale sana e coltivare rapporti sinceri.
- Parlare con schiettezza e con gentilezza.
- Mantenere la chiarezza mentale.
Il fulcro dei Precetti sarebbero alcune domande: "cos'è la sofferenza, come si genera e soprattutto, chi è che soffre?" Od anche: "c'è veramente differenza fra la sofferenza degli altri e la propria sofferenza?" Secondo i praticanti, riuscire a far luce sulla natura della sofferenza consentirebbe di realizzare il vero significato dei Precetti.