Cultura natufiana
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La cultura natufiana fu una cultura mesolitica diffusa sulle coste orientali del Mar Mediterraneo.
Prende il nome dal sito dello Uadi el-Natuf (caverna di Shukbah) in Israele. Gli scavi erano stati condotti negli anni 1932-1942 da Dorothy Garrod.
La datazione con il metodo del radiocarbonio (tra 12.500 e 10.200 anni fa) colloca questa cultura alla fine del Pleistocene.
È caratterizzata dalla creazione di insediamenti stabili prima dell'introduzione dell'agricoltura e fu probabilmente l'antenata delle culture neolitiche della regione, che sono ritenute le più antiche del mondo. Alcuni elementi permettono forse di riconoscervi il primo caso di coltivazione deliberata di cereali e certamente faceva uso di cereali selvatici.
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[modifica] Insediamenti
I villaggi natufiani coprivano circa 1.000 mq di terreno e ciascun insediamento ospitava dai 100 ai 150 individui, mentre insediamenti più piccoli sono stati interpretati come ripari temporanei. In quasi ogni sito scavato sono state rinvenute tracce di ricostruzioni nelle abitazioni.
Negli insediamenti le case erano semi-sotterranee a pianta rotonda (diametro tra i 3 e i 6 m), spesso con fondazioni in pietrame a secco, mentre la sovrastruttura doveva essere realizzata in legno leggero (tracce di fori per palo sono state identificate a Ain Mallaha). Non sono state invece rinvenute tracce di mattoni crudi, una tecnica costruttiva che diverrà frequente nel successivo periodo del neolitico aceramico. Al centro della casa un focolare rotondo o con angoli arrotondati. Mancano quasi del tutto strutture per l'immagazzinamento.
Gli insediamenti stabili sono probabilmente stati resi possibili da abbondanti risorse alimentari, dovute al clima favorevole all'epoca. La vita si basava sulla caccia, la pesca e la raccolta, compresi i cereali selvatici. Sono presenti strumenti legati alla lavorazione e al consumo dei cereali.
[modifica] Strumenti
L'industria litica è caratterizzata dalla tecnica microlitica, basata su corte lame e lamine. È stata utilizzata la tecnica del microbulino. I microliti geometrici comprendono forme lunate, trapezoidali e triangolari. Un tipo particolare di ritocco (helwano) è caratteristico del natufiano antico, mentre nel tardo natufiano compaiono le punte di freccia di tipo Harif, fabbricate a partire da lame di forma rettangolare, con un procedimento che diventò comune nel Negev. Secondo alcuni studiosi la presenza di queste punte di freccia permette di definire come cultura separata, l'Hariflano.
Le lame di falce, con la caratteristica lucidatura data dall'uso, testimoniano l'utilizzo per il taglio degli steli e forniscono una prova indiretta di un inizio di agricoltura. Raddrizzatori di pietra testimoniano l'utilizzo dell'arco. Esistono inoltre recipienti e mortai. Compare una ricca industria dell'osso, che comprende arpioni e ami per la pesca. Gusci di ostriche utilizzati come contenitori sono stati rinvenuti nel Negev.
Sono lavorati pendagli in pietra e in osso, utilizzati come ornamenti ed esistono alcune figurine umane scolpite nel calcare (a El.Wad, a Ain Mallaha, a Ain Sakhri), ma il tema figurativo preferito sembra essere stato la gazzella.
[modifica] Dieta
I resti botanici rinvenuti testimoniano la raccolta di cereali selvatici, legumi, mandorle, ghiande e pistacchi. Le ossa rinvenute mostrano che la preda principale era la gazzella (Gazella gazella and Gazella subgutturosa). Inoltre erano cacciati occasionalmente anche cervi, cinghiali e nelle zone a steppa, onagri e caprini come l'ibex. Uccelli acquatici e pesci d'acqua dolce fornivano parte della dieta nella valle del Giordano. Alcune tracce sulle ossa animali del sito di Salibiya (fase I, tra 12.300 e 10.800 anni fa) sono state interpretate come prove di una caccia comunitaria con le reti.
[modifica] Agricoltura e addomesticamento
Secondo una teoria un improvviso sbalzo climatico (Younger Dryas) provocò la nascita dell'agricoltura: per un periodo di circa un millennio ci fu un abbassamento delle alte temperature che prevalevano dalla fine dell'ultima era glaciale, che comportò un'improvvisa siccità. Non potendo naturalmente competere con le erbe delle più aride savane, i cerali selvatici, su cui si basava la dieta di popolazioni sedentarie e numerose, furono messi in pericolo. Ripulendo artificialmente le erbe della savana e piantando semi trovati altrove, queste iniziarono dunque la pratica dell'agricoltura.
La cultura natufiana fu anche una delle prime ad addomesticare il cane: lo stretto legame con questo animale è evidente in una tomba del sito di[Ain Mallaha, nella parte settentrionale di Israele, datata intorno a 12.000 anni fa, in cui un uomo anziano accarezza un giovane cane con la sinistra. Un'altra sepoltura con cane è stata rinvenuta nel sito di Hayonim Terrace.
[modifica] Sepolture
Le sepolture erano collocate all'interno degli insediamenti, di solito in pozzi nelle abitazioni abbandonate, che venivano quindi riempiti con i rifiuti (rendendo a volte difficile l'identificazione degli oggetti che invece sono da riferire al corredo funerario. Le tombe erano a volte coperte con lastre in calcare. Esistono tombe singole o multiple, soprattutto nel periodo più antico. Resti umani dispersi nell'insediamento indicano che le tombe più antiche non venivano sempre rispettate.
I defunti sono sepolti sdraiati sulla schiena oppure in posizione flessa, senza un orientamento prevalente. La rimozione del cranio veniva praticata nei siti di Hayonim, Nahal Oren and Ain Mallaha e a volte i crani erano decorati da conchiglie (El-Wad). Il corredo funebre consiste soprattutto di ornamenti personali, come perline fatte di conchiglie, di denti (di cervo rosso), di osso e di pietra. Esistono pendenti, braccialetti, collane, orecchini e ornamenti di cintura.
I resti umani rinvenuti mostrano un alto tasso di mortalità infantile
[modifica] Commerci
Nel sito di Ain Mallaha sono stati rinvenuti oggetti di ossidiana proveniente dall'Anatolia e crostacei dalla valle del Nilo. Non è ancora conosciuta l'origine della malachite con cui veniva realizzate delle perline.
[modifica] Siti
- In Siria: Abu Hureyra, Mureybat, Yabrud (fase III).
- In Israele: Hayonim Terrace, Ain Mallaha (Eynan), El-Wad (Monte Carmelo). Ein Gev, Nahal Oren, Salibiya (fase I).
- In Palestina: Gerico, Shuqba.
- in Giordania: Beidha
- In Libano: Jiita (fase III), Borj el-Barajné, Saaidé, Aamiq (fase II).
[modifica] Voci correlate
- Epipaleolitico
- Mesolitico
- Neolitico
- Fase protostorica del Vicino Oriente