Comprensione buddhista
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Per "comprensione buddhista" s'intende quello specifico e particolare tipo di "comprensione" propria del Buddhismo.
Essa è illuminazione e risveglio spirituale anche sotto il profilo della "comprensione fisica" e non solamente sotto il profilo della comprensione intellettuale e razionale (anche il corpo ha quindi la sua parte nel processo cognitivo buddhista).
Questa particolare e specifica concezione della "comprensione", tipica del Buddhismo, si distingue dal concetto occidentale di comprensione per il fatto che essa non si consegue solamente attraverso le facoltà razionali dell'Uomo, essendo intimamente connessa ad una comprensione raggiunta anche attraverso le facoltà corporee, utilizzando lo strumento del respiro in funzione di "conscio atto respiratorio", il quale collega fra di loro corpo, mente e spirito (spirito inteso come essenza di energie sottili che alimentano e sostengono la nostra vita interiore) e ne costituisce lo strumento fondamentale d'interazione.
Il Buddhismo, quindi, attraverso il satori, termine usato nel Buddhismo Zen per indicare il risveglio spirituale buddhista, implica il raggiungimento di un particolare tipo di comprensione della realtà, con valenza assai più ampia e completa di quanto il termine comprensione significhi nella tradizione occidentale: la particolare comprensione buddhista a cui si accede nella pratica del Buddhismo, non è mai disgiunta da una particolare consapevolezza specifica del Buddhismo, la quale non consiste unicamente del solo sapere dell'intelletto ma del "sapere-con", in comunione con il proprio corpo fisico.
È dunque importante evidenziare e sottolineare che è la consapevolezza buddhista a contraddistinguere la comprensione buddhista, la quale non solo supera la semplice capacità logica del pensiero, del mero intelletto, della ragione, ma supera anche la capacità stessa dell'intuizione quando questa sia di natura puramente razionale, raggiunta mediante l'esercizio del solo intelletto. Infatti la comprensione specificamente buddhista che passa attraverso la consapevolezza buddhista, è quella comprensione che si estende anche sul piano fisico e corporeo attraverso l'essenziale e fondamentale strumento cognitivo costituito dal conscio atto respiratorio presente nel nostro corpo, secondo l'insegnamento del Buddha contenuto nel famoso discorso che prende il nome di "Anapanasati sutta".
Infatti solamente seguendo la pratica del "conscio atto respiratorio" così come indicato nell'insegnamento del Buddha, il praticante buddhista accede a quella particolare comprensione della realtà, esaustiva in tutte le sue componenti, resa possibile dalla perfetta armonia di mente e spirito (sempre inteso come essenza di "energie sottili") non agenti per conto proprio ma unificati ed interagenti fra loro attraverso il corpo fisico, il quale oltre a costituirne lo strumento di espressione e di comunicazione è nello stesso tempo anche lo strumento cognitivo di entrambi.
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