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Boscotrecase è un comune di 10.638 abitanti della provincia di Napoli. In epoca romana il territorio era cosparso di ville rustiche e ville di otium. Famoso il ritrovamento in via Ten. Rossi, nel 1903, di una villa del I sec. d. C., appartenuta ad Agrippa Postumo. Gli affreschi provenienti dalla villa sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli e nel Metropolitan Museum di New York. Nel medioevo il territorio venne denominato Sylva Mala, per il folto bosco dal Vesuvio al mare. In età angioina re Roberto d'Angiò assegnò il bosco a tre monasteri femminili di Napoli, da cui il nome Bosco delle Tre Case. Nei sec. XVI e XVII il bosco venne trasformato in terreno fertile coltivato a vigneto (vi si produce il celebre vino Lacryma Christi) e alberi da frutta (soprattutto albicocche). Il paese, formato da più quartieri (Oratorio, Annunziatella, Casavitelli), fu più volte danneggiato dalle eruzioni del Vesuvio. Ultima nel tempo l'eruzione dell'aprile 1906, che attraversò con la lava il quartiere Oratorio, distruggendo molti palazzi e abitazioni. Boscotrecase ha dato molti personaggi illustri, fra cui: Salvatore Cirillo, accademico ercolanese e prefetto della Biblioteca Reale (fine '700), il Card. Giuseppe Prisco, Arcivescovo di Napoli (fine '800), l'on. Luigi Napodano, docente universitario di diritto e deputato (fine '800). Anche il famoso brigante Pilone (Antonio Cozzolino), che tenne in scacco dal 1860 al 1865 ca. le truppe piemontesi alle falde del Vesuvio, uccidendo anche il Capitano delle Guardie Nazionali di Ottaviano, é originario del paese. Nel 1980 con il distacco della frazione Trecase, divenuta comune autonomo, Boscotrecase si é ridotto in territorio ed in numero di abitanti, che oggi sono dediti per lo più all'agricoltura e al terziario.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Collegamenti esterni