Perugia Calcio
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Simboli: | Grifo | |||
Inno: | Alè Perugia |
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Dati societari | ||||
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Città: | Perugia | |||
Fondazione: | 1905 | |||
Presidente: | Vincenzo Silvestrini | |||
Palmarès | ||||
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Trofei Internazionali: | 1 Coppa/e Intertoto (2003) |
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Stadio | ||||
Renato Curi (28000 posti) |
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Contatti | ||||
Perugia Calcio S.p.A. Via Pietro Conti |
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www.perugiacalciospa.it |
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«Questo significa per me l’arrivo del Perugia in serie A. Per la città è una novità inebriante. Per me è un ritorno alla giovinezza. Benvenuto Perugia. Grazie per questo vento ubriacante che scatena senza freni i miei ricordi più belli.»
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( Nando Martellini, giugno 1975)
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Il Perugia Calcio (già Associazione Calcio Perugia) è la squadra calcistica di Perugia, attualmente militante nella serie C1 girone B.
Prima società a rimanere imbattuta in serie A per un'intera stagione (1978-79), il Perugia a cavallo tra la fine degli anni '90 ed i primi del 2000 è divenuto celebre per la sua attività di scoperta di talenti sconosciuti ai più provenienti dalle serie inferiori e da ogni parte del mondo.
Colori sociali: maglia rossa, calzoncini bianchi, calzettoni rossi; in trasferta maglia bianca, calzoncini rossi, calzettoni bianchi.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Le origini
[modifica] I primi anni di attività
Nel 1907 a Perugia viene organizzato un torneo a 3 con la partecipazione di Lazio e Siena. Sempre nel capoluogo umbro nel 1910 si disputano i primi campionati sportivi universitari, e nel calcio a vincere è la formazione del Torino, mentre il Perugia si classifica quarto. Nel 1911 e nel 1912 partecipa ai tornei interregionali organizzati dall'Umbria sportiva entrambi vinti dal Roman Footbal Club, nei quali il Perugia si mette in mostra battendo per 2-0 l'Anconitana e per 6-0 lo Spoleto. Il 1912 è l'anno in cui si costituisce il Comitato promotore per la costruzione di uno Stadio perugino. Difatti la società non ha un vero e proprio campo sportivo, le gare e gli allenamenti si svolgono sul piazzone di Piazza d'Armi, l'odierna Piazza Partigiani, che viene pioneristicamente segnata col gesso. Dopo il primo conflitto mondiale nel 1919 i reduci decidono di riunirsi in un'unica società calcistica che prende il nome di Società Sportiva Perugia. Nel 1922 il campo di gioco di Piazza D'Armi viene dotato di una tribuna in legno per gli spettatori. In questi anni il Perugia ha un'attività prevalentemente regionale, incontrandosi con Terni, Siena, Ancona, Tiferno, Foligno, Tolentino, Macerata.
I giocatori più significativi degli anni '20 sono Brugalossi e Cesare Della Torre.
[modifica] Dagli anni '30 ai '60
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Nel 1931, sotto la guida dell'allenatore Andrea Kutick il Perugia vince il torneo di Prima Divisione. Nella stagione 1931/32 il Perugia arriva ad un passo dalla Serie B, ma perde per 3-2 a Genova in casa della Sampierdanese.
Nella stagione 1933/34 il Perugia raggiunge per la prima volta nella sua storia la Serie B, vincendo il Girone B con 5 punti di vantaggio sul Modena e 7 sul Bari (quell'anno i gironi vennero organizzati con un criterio georgrafico longitudinale). In quegli anni si misero particolarmente in luce il terzino perugino Gino Nebbia (in seguito passato al Modena), il veloce centrocampista Peppino Vitalesta (poi squalificato a vita per un pugno dato all'arbitro al termine di Perugia-Pro Patria) e la punta Tiberti (nel 1934 passato alla Juventus). La squadra della promozione viene difatti smantellata ed al termine della stagione 1933/34 il Perugia è retrocesso. È un nuovo periodo nero per il Perugia, che si ritrova per diversi anni nelle divisioni inferiori. Il 1937 è una data importante per il calcio perugino, poiché è l'anno di costruzione del vecchio stadio Santa Giuliana, oggi adibito a campo d'ateltica. Nel 1939 la squadra, nella quale debutta il mediano Guido Mazzetti, viene affidata all'allenatore ungherese Peich e si ritrova dopo poche giornate in testa alla classifica, salvo poi cessare l'attività per gli eventi bellici della II guerra mondiale. Al termine della guerra il Perugia viene ricostituito da Giorgio Bottelli, e la squadra, nelle cui fila giocano anche militari inglesi degli eserciti alleati che hanno occupato la regione, gioca in ambito regionale col Magione, il Gubbio ed il Foligno. Nel 1945/46 il Perugia allenato da Mario Malatesta e trascinato da Alberto Galassi (uno dei più prolifici attaccanti italiani, che segnò in quella stagione addirittura 35 reti, guadagnandosi infatti l'ingaggio in Serie A da parte del Bologna) vince il campionato ed arriva la seconda promozione in B della storia. La squadra vi rimane per sole due stagioni salvo poi risprofondare negli anni successivi addirittura in IV serie. Nel 1950 Lino Spagnoli fonda il "Grifo", un vivaio giovanile dal quale la prima squadra attingerà sovente negli anni a venire. Dal 1953 al 1966 il Perugia cresce sotto la presidenza dapprima di Gaetano Salvi, poi di Orlando Baldoni ed in questo periodo la squadra si stabilizza in maniera definitiva in C, e sfiora nella stagione 1954/55 la promozione in B, venendo preceduto nel proprio girone soltanto dal Prato. In quegli anni la squadra, che è allenata da Guido Mazzetti (che poi va a Livorno ma ritorna nel 1960), Korostolev ed Egizio Rubino, ha tra le propria fila il giovane portiere folignate Lamberto Boranga, il giovane centravanti Ilario Castagner e l'attaccante perugino Dante Fortini.
[modifica] La svolta
Il 1966 è un anno cruciale per la storia del Perugia, è l'anno in cui subentra alla Presidenza Lino Spagnoli, importante imprenditore perugino. La stagione 1966/67 è quella della promozione in B all'ultima giornata, dell'entusiasmo che contagia un'intera città che vuole entrare nel panorama del calcio nazionale per lasciarvi la sua impronta. È il 20 maggio del 1967 e l'autore della rete decisiva contro la Sambenedettese è un attaccante perugino, Eros Lolli. I festeggiamenti furono grandi ed un'intera regione si lasciò coinvolgere dall'impresa. La squadra era allenata da Guido Mazzetti, ed i protagonisti della stagione furono la mezzala Carlo Azzali e le punte Gigi Gabetto (figlio di Guglielmo Gabetto del Grande Torino) ed Angelo Montenovo. Dal 1967 al 1974, il Perugia disputa campionati di Serie B di buon livello, rischiando la retrocessione solo nelle stagioni 1967-68, quando ottiene la salvezza dopo una serie interminabile di spareggi e 1973-74, quando la raggiunge all'ultima domenica, vincendo 2-0 sul campo di Parma.
[modifica] La prima promozione in Serie A
Ma è nel campionato seguente, 1974-75, l'ottavo consecutivo in Serie B, che avviene la vera e propria svolta. La società si rinnova, con l'avvento alla presidenza dell'imprenditore pugliese Franco D'Attoma, e con un nuovo staff tecnico e dirigenziale. L'allenatore è Ilario Castagner, il direttore sportivo è Silvano Ramaccioni, il preparatore atletico è Giorgio Molini. Nuovi anche molti giocatori, come Renato Curi, Franco Vannini e Paolo Sollier, alcuni dei quali alla loro prima esperienza nel torneo cadetto. L'obiettivo è quello di disputare una stagione tranquilla, tale da garantire una salvezza meno sofferta di quella ottenuta l'anno precedente. Tuttavia, fin dalle prime partite, si capisce che le ambizioni della squadra possano andare ben oltre quell'obiettivo. Con un gioco moderno e convincente, sostenuto da un rendimento atletico ottimale, il Perugia si mantiene nelle posizioni di testa fin dalle prime domeniche di campionato, riuscendo a tenere il passo del Verona, retrocessa a tavolino dalla Serie A e data come favorita per la vittoria finale. L'8 dicembre, dopo undici giornate, i biancorossi sono secondi, ad un solo punto dagli scaligeri, in virtù di sette vittorie, tre pareggi ed una sconfitta. Poi, alla dodicesima giornata, il 15 dicembre, dopo il successo casalingo per 3-1 sul Taranto, e la sconfitta del Verona per 1-0 a Foggia, scavalcano i gialloblù e guadagnano la vetta della classifica, che manterranno sino a giugno. La partita con il Novara, l'ultima giocata al Santa Giuliana, il 22 giugno, vinta 2-1, suggella la conclusione di una stagione indimenticabile. Il Perugia è promosso in Serie A, con tre punti di vantaggio sul Como e quattro sul Verona. Formazione tipo: Marconcini; Nappi, Raffaeli; Savoia, Frosio, Picella; Scarpa, Curi, Sollier, Vannini, Pellizzaro. Gli altri giocatori impiegati sono il portiere Malizia; i difensori Baiardo, Petraz e Giubilei; i centrocampisti Amenta, Tinaglia e Sabatini e gli attaccanti Marchei e Vitulano.
[modifica] L'imbattibilità
Nella stagione 1978-79, il Perugia diventa la prima squadra a completare il campionato di Serie A senza perdere una partita. Con un alto numero di pareggi (19 su 30 partite), il Perugia si piazza secondo dietro al Milan. È questo il miglior piazzamento della squadra in Serie A. Solo nella stagione 1991-92 il Milan riuscirà ad eguagliare tale primato, chiudendo la stagione a sua volta imbattuto. Il Perugia "dei miracoli" della stagione 1978/79, alla cui presidenza c'era Franco D'Attoma, aveva una rosa così composta:
Portieri: Marcello Grassi; Nello Malizia
Difensori: Michele Nappi; Antonio Ceccarini (il Tigre); Pierluigi Frosio (capitano); Mauro Della Martira; Luciano Zecchini
Centrocampisti: Paolo Dal Fiume; Cesare Butti; Franco Vannini (la torre e soprattutto la mente di quel Perugia); Salvatore Bagni; Giorgio Redeghieri; Mario Goretti
Attaccanti: Gianfranco Casarsa; Walter Speggiorin; Marco Cacciatori
Allenatore: Ilario Castagner
[modifica] L'arrivo di Gaucci
Nel 1991 Luciano Gaucci, imprenditore romano già vicepresidente della Roma, rileva il Perugia, che milita in Serie C ed è sull'orlo del fallimento. Il nuovo proprietario vuole portare il Perugia ad alti livelli e con una imponente campagna acquisti, che porta in Umbria anche Giuseppe Dossena, in alcuni anni ci riesce. Nel 1991-92 la squadra è 3° e sfiora la promozione in Serie B, ottenuta l'anno successivo al termine di uno spareggio contro l'Acireale vinto dalla formazione umbra 2-1; ma per Gaucci scoppia lo scandalo di un cavallo "regalato" ad un arbitro compiacente, e la CAF rispedisce il Perugia in Serie C, promuove l'Acireale e squalifica il presidente per tre anni. L'anno successivo, stagione 1993-94, non c'è storia: il Perugia vince nettamente il campionato e viene promosso in Serie B: vi resta solo 2 anni, perché nella stagione 1995-96, la squadra, allenata da Giovanni Galeone, compie il grande salto in Serie A classificandosi al 3° posto.
[modifica] Il ritorno in serie A
La permanenza in Serie A dura solo un anno: al termine di una stagione difficile, segnata anche dall'esonero di Galeone e dall'approdo a Perugia di Nevio Scala, la squadra viene retrocessa all'ultima giornata, pur a seguito di un inizio di campionato esaltante.
Di nuovo in Serie B, il Perugia è subito intenzionato a tornare nel calcio che conta; ci riesce, ma per farlo il patron cambia quattro volte allenatore: Attilio Perotti viene prima sostituito da Albertino Bigon, poi Gaucci lo richiama per alcune giornate a riprendere il suo posto, ma poi lo scarica definitivamente riportando in panchina Ilario Castagner. E l'allenatore dei miracoli riesce in una nuova impresa: con un finale da record aggancia il Torino al quarto posto e nello spareggio promozione di Reggio Emilia trionfa sui granata ai calci di rigore.
In serie A il Perugia stavolta resta 6 anni; nella stagione 1998-'99 la squadra, guidata da Castagner poi sostituito da Vujadin Boskov, raggiunge la salvezza classificandosi al 14° posto e qualificandosi per la Coppa Intertoto: si mettono in luce, amatissimi dai tifosi, il croato Milan Rapaic e il giapponese Hidetoshi Nakata. Nella stagione 1999-'00 la squadra è affidata a Carlo Mazzone, che la porta al 10° posto.
[modifica] L'era di Serse Cosmi
Nel luglio 2000, il patron Gaucci, abituato a stupire, ingaggia Serse Cosmi, allenatore perugino di nascita ma semi-sconosciuto dal grande pubblico. La piazza è contro il suo presidente, che sembra far di tutto per non andare d'accordo con i tifosi; riempie la squadra di giovani e di giocatori presi a prezzi bassissimi dalle serie inferiori, ma che in Serie A troveranno grande fortuna: Mirko Pieri, Fabio Grosso, Fabio Liverani, Davide Baiocco, Marco Di Loreto. Il risultato è sorprendente: la squadra gioca un calcio divertente e proficuo, affermandosi come la sorpresa della Serie A. Serse Cosmi ottiene il massimo dalla sua squadra, lanciando i giovani ai massimi livelli della Serie A: tra questi Materazzi, Liverani, Grosso, Baiocco, Miccoli, che presto approderanno in Nazionale e nei club più importanti del nostro campionato. Il Perugia si classifica 10° nella stagione 2000-01, 8° nella stagione 2001-'02, mentre l'anno successivo, guidato da Fabrizio Miccoli, addirittura sfiora la finale di Coppa Italia dopo aver eliminato la Juventus, e si qualifica per la Coppa Intertoto classificandosi 9°, al termine di un'annata ricca di soddisfazioni.
La quarta stagione sotto la guida di Cosmi si apre con la vittoria della Coppa Intertoto sui tedeschi del Wolfsburg, che qualifica la squadra in Coppa Uefa. Il Perugia arriva fino al terzo turno, nel quale, dopo aver eliminato Dundee United e Aris Salonicco, viene eliminato dal più titolato Psv Eindhoven. Non altrettanto fortunato però il cammino in campionato: il Perugia non vince una partita per tutto il girone di andata e, quasi spacciato a quattro giornate dal termine, riesce alla fine a raggiungere l'insperato spareggio salvezza contro la Fiorentina; ma ad avere la meglio è la squadra viola (0-1; 1-1), che torna così in Serie A dopo il fallimento. Il Perugia scende in serie B, si conclude l'era Cosmi, e ben presto si concluderà anche l'era Gaucci.
[modifica] Fallimento e rinascita
Nell'anno del centenario la squadra è affidata a Stefano Colantuono e punta al ritorno in Serie A, ma al termine della stagione, nonostante l'ottimo quarto posto e la qualificazione alla finale play-off per la promozione in Serie A (persa contro il Torino), il Perugia viene escluso dal successivo campionato di Serie B dalla giustizia sportiva per problemi economici. Così, grazie al Lodo Petrucci, riesce almeno a iscriversi al successivo campionato di Serie C1 sotto una nuova amministrazione societaria, capeggiata da Vincenzo Silvestrini e denominata Perugia Calcio Srl. Nella stagione 2005/06 la squadra è affidata a Vincenzo Patania, sostituito poi da Paolo Stringara nel girone di ritorno, e pur restando sempre nelle posizioni di vertice, chiude in sesta posizione ad appena un punto dai play-off promozione.
Nel giugno 2006 la squadra è stata affidata a Corrado Benedetti che l'ha allenata fino all'esonero ricevuto dopo la sesta giornata del campionato 2006/2007 per gli insoddisfacenti risultati ottenuti. A sostituire Benedetti è stato chiamato Marco Cari, al quale è stato posto l'obiettivo minimo di arrivare alla qualificazione ai play off.
[modifica] Cronistoria
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[modifica] Giocatori celebri o rappresentativi
[modifica] Italiani
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[modifica] Stranieri
[modifica] Allenatori celebri
Aldo Agroppi
Vujadin Boskov
Ilario Castagner
Stefano Colantuono
Serse Cosmi
Giovanni Galeone
Guido Mazzetti
Carlo Mazzone
Walter Novellino
Giuseppe Papadopulo
Nevio Scala
Renzo Ulivieri
[modifica] Rosa 2006/2007
Portieri | |
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Difensori | |
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Centrocampisti | |
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[modifica] Palmares
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Coppa Intertoto (2003)
- 1 Campionato di serie B (1974/1975)
- 3 Campionati di serie C (1933/1934, 1945/1946, 1966/1967)
- 1 Campionato di serie C1(1993/1994)
[modifica] Titoli Giovanili
- 2 Campionati Primavera (1995/1996, 1996/1997)
[modifica] Note
- ↑ 1,0 1,1 Secondo le statistiche ufficiali di www.uefa.com il Perugia ha vinto solo l'edizione del 2003, ma la squadra biancorossa ha vinto anche un'altra edizione del torneo, quella del 1978, un' edizione sperimentale la cui formula non venne riutilizzata negli anni a venire. La stessa UEFA nel suo organo di informazione ufficiale, www.uefa.com, pubblica l'albo della Coppa Intertoto UEFA a partire dal 1995, anno nel quale il torneo assunse l'attuale denominazione.
[modifica] Collegamenti esterni
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Perugia Calcio su DMoz (Segnala su DMoz un link pertinente all'argomento Perugia Calcio) |
Serie C1 - Girone A 2006-2007 | ||
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Calcio - Albo d'oro del Campionato di Serie C1 | ||
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Serie C1 - Girone B 2006-2007 |