Mondiali di calcio Stati Uniti 1994
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Mondiali di calcio ![]() World Cup '94 |
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![]() Logo ufficiale dei Mondiali 1994 |
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Squadre partecipanti | 131 (fase finale: 24) |
Paese organizzatore | ![]() |
Campioni del mondo | ![]() |
Partite giocate | 52 |
Reti segnate | 141 (2,71 per partita) |
Spettatori | 3.587.538 (68.991 per partita) |
Capocannoniere | ![]() ![]() 6 reti |
I Mondiali di calcio Stati Uniti 1994, spesso indicati come USA '94, furono la quindicesima edizione del campionato del mondo di calcio.
- Nazione ospitante: Stati Uniti, dal 18 giugno al 17 luglio 1994.
- Nazionale vincitrice: Brasile
Indice |
[modifica] Le partecipanti
[modifica] Qualificazioni
[modifica] Europa
La frammentazione dell'Unione Sovietica ha portato alla nascita di tanti piccoli Stati autonomi, che prendono parte alle qualificazioni, aumentando considerevolmente il numero delle candidate alla fase finale (in tutto 147). Resta fuori la Jugoslavia, dilaniata dalla guerra civile che le ha fatto mancare anche l'appuntamento con gli Europei del 1992. Ci sono cinque gruppi da sei squadre e uno da sette: passano le prime due, con la Germania qualificata di diritto in quanto campione in carica. In queste qualificazioni non mancano le sorprese, alcune delle quali a dir poco clamorose.
- Gruppo 1: L'Italia di Sacchi torna ad affrontare le qualificazioni mondiali dopo 11 anni (aveva saltato quelle del 1986 come Campione uscente e quelle del 1990 come paese organizzatore), ottenendole a fatica: il principale avversario degli azzurri è la Svizzera, allenata dal futuro tecnico dell'Inter Roy Hodgson, che sfiora la vittoria a Cagliari (in vantaggio dopo 20 minuti per 2-0 viene raggiunta grazie alle reti di R. Baggio ed Eranio dopo l'84°) e vince a Berna con rete di di Höttiger. L'Italia si gioca la qualificazione a San Siro contro il Portogallo, già battuto 3-1 a Oporto. Il risultato rimane incerto fino all'82° (gli italiani contestano un contatto in area su Casiraghi), quando un gol di Dino Baggio in sospetto fuorigioco regala la qualificazione.
- Gruppo 2: Nel secondo girone crolla l'Inghilterra: i quarti classificati in carica soccombono 2-0 a Oslo contro la Norvegia (reti di Ø. Leonhardsen e Bohinen). Terzi, sono eliminati dalla fase finale. Si qualifica invece l'Olanda degli interisti Bergkamp e Jonk. Storico è il pareggio fra San Marino e Turchia, che porta agli appenninici quello che sarà l'unico punto nelle qualificazioni mondiali fino al 2001.
- Gruppo 3: I campioni d'Europa della Danimarca sono eliminati, finendo dietro l'Irlanda di Charlton e la Spagna di Clemente, la cui vittoria con i danesi all'ultima giornata risulta decisiva.
- Gruppo 4: Passano la Romania di Hagi e Raducioiu e il Belgio, che centra il quarto mondiale consecutivo. Cede la Cecoslovacchia, divisa politicamente dal gennaio 1993.
- Gruppo 5: In un gruppo sulla carta debolissimo (con Islanda, Ungheria, Lussemburgo e il ritirato Liechtenstein) si qualifica una Grecia all'esordio assoluto sul palcoscenico mondiale, che trascinata dal difensore-cannoniere Apostolakis e da Machlas precede la Russia.
- Gruppo 6: La Francia di Houllier subisce un'eliminazione inattesa, nonostante possa contare su una squadra dalle solide basi, formata dalla difesa dell'Olympique Marsiglia campione d'Europa e da un attacco con Cantona, Ginola e Papin. Dopo una sconfitta subita 2-0 in Bulgaria, i francesi ottengono sei vittorie e un pareggio nelle successive sette partite, attestandosi a un punto dalla qualificazione. Perdono però le sfide casalinghe contro l'Israele (con cui sono avanti 2-1 fino all'84°) e la Bulgaria di Stoichkov e del trascinatore Kostadinov, che realizza proprio al 90' il goal che estromette i transalpini.
[modifica] Resto del mondo
- CONMEBOL e OFC (Sudamerica e Oceania): La Colombia guidata dal futurista Francisco Maturana sorprende a Buenos Aires, dove sconfigge 5-0 l'Argentina e la costringe allo spareggio con l'Australia: a Sydney finisce 1-1 nonostante il ritorno di Maradona, mentre al ritorno prevalgono i biancocelesti con un gol di Batistuta. Il Brasile si qualifica agevolmente malgrado la prima sconfitta nelle qualificazioni mondiali, che subisce 2-0 contro la Bolivia (passa anch'essa alla fase finale).
- CONCACAF (Centro/Nord America e Zona Caraibica): Il Messico precede nel girone finale Canada, El Salvador e Honduras, qualificandosi insieme agli Stati Uniti.
- CAF - (Africa): Seconda qualificazione consecutiva per il Camerun, a fianco del Marocco e della Nigeria, alla sua prima qualificazione.
- AFC (Asia): Si qualificano la Corea del Sud e l'Arabia Saudita. Falliscono la Cina e il Giappone, che perde la qualificazione contro l'Iraq al 90° minuto nonostante le 13 reti di Miura, capocannoniere delle qualificazioni.
[modifica] Fase finale
La Nazionale italiana in vista del Mondiale
Sacchi sceglie molti azzurri fra le file dell'allora "Milan stellare": l'intera difesa (Costacurta, Baresi, Maldini e Tassotti) e in altri comparti Albertini, Donadoni, Evani e Massaro. Trascura Sebastiano Rossi, nonostante il record di imbattibilità in Serie A di 929 minuti. Gli altri convocati sono Pagliuca, Marchegiani, Bucci, Apolloni, Benarrivo, Minotti, Mussi, Dino Baggio, Conte, Berti, R. Baggio, Casiraghi, Signori e Zola.In occasione delle amichevoli preparatorie, gli italiani subiscono sconfitte con Francia, Germania e addirittura Pontedera, e battono a fatica Finlandia e Costa Rica. Le critiche unanimi della stampa spingono l'allora Presidente FIGC Matarrese a dire: "A chi critica, non sarà permesso dopo di salire sul carro del vincitore".
Annunciata il 4 luglio 1988 da Henry Kissinger, l'edizione 1994 dei Mondiali di calcio si tiene negli Stati Uniti, per la prima volta al di fuori di Europa e America centro/meridionale, e per la prima volta con l'assegnazione di tre punti a vittoria nella fase a gironi.
A causa del fuso orario, per permettere agli europei di assistere alle partite si gioca fra la mattina e il primo pomeriggio, penalizzando la forma fisica dei calciatori a causa degli alti valori di temperatura e umidità.
A seguito del sorteggio, gli Stati Uniti sono inseriti in un girone sulla carta facile, con Svizzera, Colombia e Romania; il Brasile trova Svezia, Camerun e Russia (in quello che veniva definito e risulterà effettivamente il girone di ferro con ben due semifinaliste); la Germania campione in carica è con Spagna, Bolivia e Corea del Sud; gruppo battezzato come facile (ma che risulterà non esserlo) anche per l'Argentina, che incontra Bulgaria, Grecia e Nigeria; l'Italia è pescata insieme a Irlanda, Norvegia e Messico; l'Olanda, infine, deve affrontare i confinanti del Belgio, l'Arabia Saudita e il Marocco.
[modifica] Gironi preliminari
Il 17 giugno, a Chicago, Whitney Houston canta l'inno americano e la variopinta cerimonia d'apertura dà il via alla quindicesima edizione dei Mondiali. Sotto lo sguardo non competentissimo di Bill Clinton, Germania e Bolivia si danno da fare ma, complice la temperatura inumana, ci sono più sbadigli che emozioni. Comunque, per la prima volta dal 1974 i campioni in carica debuttano con una vittoria: è 1-0, con rete di Jurgen Klinsmann ed esordio non brillantissimo della presunta stella degli andini, "El Diablo" Marco Antonio Etcheverry, inserito nella ripresa ed espulso dopo tre minuti per un fallaccio su Lothar Matthäus. In serata, la Spagna riesce nell'impresa di farsi rimontare due reti in cinque minuti dai sudcoreani: in 10 per l'espulsione di Miguel Angel Nadal, gli iberici scappano con Julio Salinas e Juan Antonio Goicoetxea, restano in 9 per l'infortunio di Fernando Hierro e si fanno raggiungere al 90'.
Il giorno dopo, dopo il pareggio a colazione tra Usa e Svizzera, nella sauna del Silverdome di Detroit, stadio al coperto, tocca all'Italia opposta all'Eire di Jack Charlton, a New York, in un Giants Stadium curiosamente gremito di irlandesi. Arrigo Sacchi manda in campo Roberto Baggio e Signori in attacco, sfoderando un classico 4-4-2. Dopo 11 minuti Houghton tenta un tiro dalla lunga distanza, approfittando di un errore di Baresi: Pagliuca battezza la palla fuori, ma questa lo beffa infilandosi sotto la traversa. L'Italia non reagisce, poco incide sulla partita anche "Provvidenza" Massaro: l'unico pericolo per il vecchio Bonner è creato da Signori. La traversa nega a Sheridan il raddoppio, poi Pagliuca sventa su Houghton e Coyne e non succede più niente.
Intanto la Romania di Gheorghe Hagi e Florin Raducioiu dà una bella botta alle ambizioni colombiane, surclassando 3-1 i sudamericani. Nell'altra gara del girone italiano, tra Norvegia e Messico, la spuntano gli scandinavi, con un gol di Rekdal all'84', dopo che Hugo Sanchez aveva sfiorato ripetutamente il gol e prima che Alves colpisse palo e traversa con due colpi di testa consecutivi.
Lunedì 20 giugno debutta il Brasile, impostato su canoni europei (e per questo criticatissimo in patria) dal ct Carlos Alberto Parreira. Guidata dall'ex fiorentino Carlos Dunga, la Seleção liquida 2-0 la molle Russia, con reti del velenosissimo Romario e di Raí, fratello di Socratés (dal minor talento), su rigore. Il Camerun, sorpresissima in Italia, diverte e pareggia 2-2 contro la quadrata Svezia.
Il giorno dopo, tocca all'Argentina. Il ct Alfio Basile schiera una squadra fortemente sbilanciata in attacco: giocano contemporaneamente Balbo, Caniggia, Batistuta e Maradona, ma tuttavia non corre alcun pericolo perché di fronte c'è la Grecia, la squadra materasso dell'intera manifestazione. Finisce 4-0, con una tripletta di Batistuta e una bella rete di Maradona, che ubriaca la difesa ellenica, scarica sotto l'incrocio il sinistro e si abbandona ad un urlo che "buca" tutte le televisioni del mondo (e rimarrà una delle immagini più significative della storia dei mondiali). Il pibe de oro, rimesso a lucido, promette spettacolo. Nell'altra gara del girone, diverte e strappa applausi la Nigeria, che liquida 3-0 la Bulgaria dell'asso Hristo Stoichkov. Infine, nel gruppo F, risicate vittorie di Olanda (2-1 in rimonta contro la sorprendente Arabia Saudita) e Belgio (1-0 al Marocco, con due traverse degli africani).
Giovedì 23 giugno l'Italia torna in campo con l'obbligo della vittoria, ancora a New York, contro la Norvegia. Sacchi dirotta in fascia Signori, e mette al fianco di Baggio l'ariete laziale Casiraghi. Benarrivo sostituisce in fascia sinistra Tassotti. Al 13' Berti impegna severamente il portiere scandinavo Thorstvedt, e otto minuti dopo un errore di Benarrivo dà il via alla lunga fuga verso il gol di Leonhardsen: Pagliuca esce precipitosamente sul centrocampista e tocca la palla con la mano fuori area. Secondo le nuove regole, è rosso. Sacchi deve dunque togliere un uomo di movimento per far entrare Marchegiani, e la dolorosa scelta cade sul più gracile degli attaccanti: Roberto Baggio. Il quale, del tutto spiazzato dalla scelta del ct, gli consiglia in mondovisione una visita psichiatrica ("Ma questo è impazzito", biascica contrariato). In 10, l'Italia ci mette cuore, Signori è imprendibile. Nella ripresa Baresi si fa male al menisco ed è costretto ad uscire: entra Apolloni, Maldini diventa capitano. Al 23' Signori pennella dalla trequarti un cross che Dino Baggio gira in rete con un gran colpo di testa. La strenua difesa del vantaggio, già dura in 10, diventa eroica in 9, quando anche Maldini deve uscire e, finite le sostituzioni, dobbiamo giocare con due di meno. Ma alla fine, malgrado i crampi e un goal (giustamente) annullato ai norvegesi, l'Italia ce la fa. Ad un turno dalla fine tutte le squadre del girone sono a quota tre: infatti, anche il Messico si è rifatto ed ha battuto per 2-1 l'Eire con una doppietta di Luis Garcia.
Nel girone A si assiste al de profundis della Colombia, battuta anche dagli americani, bravi e fortunati (reti di Eric Wynalda e autogol di Escobar). Proprio Andrés Escobar, "colpevole" in qualche modo dell'eliminazione della sua Nazionale, sarà atteso da un tragico destino al ritorno in patria: i narcotrafficanti del cartello di Medellin lo freddano il 2 luglio, all'uscita da un ristorante dove ha appena cenato con la moglie, con dodici colpi di mitraglietta, per le grandi perdite nel Totonero subite a causa di quell'autorete. La Svizzera travolge 4-1 la Romania e passa il turno.
Il 25 giugno il Belgio batte 1-0 l'Olanda e si assicura il passaggio del turno, mentre gli Orange sono raggiunti dall'Arabia, che batte 2-1 il Marocco ed estromette gli africani dagli ottavi. Nel gruppo D accade l'imponderabile (ma mica tanto): l'Argentina batte 2-1 la Nigeria. Gli africani, passati sollecitamente in vantaggio dopo otto minuti con Siasia, vengono raggiunti e superati nel giro di sette minuti da due reti di Caniggia, innescato divinamente da Diego. Il nome di Maradona, come tante altre volte, viene sorteggiato per i controlli antidoping. Qualche giorno dopo, si scoprono tracce di efedrina nelle urine del campione. Diego grida al complotto contro di lui e l'Argentina, ma, inchiodato il giorno dopo dalle controanalisi, deve ammettere, nonostante la buona fede, di essersi incastrato: "La FIFA pensava che un Maradona ingrassato avrebbe fatto ridere la gente; ma, dopo quello che ho fatto, ha iniziato ad avere paura", aveva detto. Intanto la Bulgaria caccia fuori la Grecia, travolgendola 4-0.
Il Brasile si assicura il passaggio del turno battendo il Camerun, mentre la Svezia batte 3-1 ed elimina la Russia. Nel gruppo C, Germania e Spagna si accontentano di un 1-1 che dovrebbe promuovere entrambe, mentre si annullano a vicenda Bolivia e Corea del Sud.
Il 28 giugno, a Washington, l'Italia affronta il Messico. In un caldo torrido (40°C) le due squadre si affrontano a spada tratta, ed emergono le maggiori doti tecniche italiane. La più grossa occasione arriva al 44', ed è malamente fallita dallo stralunato interista Berti, che per due volte centra Campos. Serve un gol per centrare la qualificazione. Sacchi toglie Casiraghi nell'intervallo ed inserisce Massaro. Dopo tre minuti, il centravanti milanista raccoglie un gran lancio di Albertini e infila con un rasoterra Campos. Dopo un rigore chiesto da Dino Baggio, arriva l'improvviso pareggio messicano, opera di Bernal, che beffa Marchegiani con un diagonale lento ma preciso. Berti continua lo spuntino di palle-gol, e alla fine è pareggio. A differenza reti uguale (0) per tutte e quattro le squadre, diventano decisivi i gol segnati: Eire-Norvegia finisce 0-0, e irlandesi e messicani passano il turno, la Norvegia resta fuori, e il nostro passaggio del turno è appeso ad un filo: se il Camerun batterà la Russia, già eliminata, per 3-0, l'Italia sarebbe eliminata. "Andiamo tutti a pregare", invita il ct. In serata, mentre Brasile e Svezia non si fanno del male e chiudono sull'1-1, si tifa Russia. Incredibilmente, la scena è tutta di Oleg Salenko, che segna cinque gol e contribuisce non poco alla goleada russa sul povero Camerun, che deve accontentarsi di un gollettino infilato dal 42enne Roger Milla. Due record in questa gara: quello, eguagliato, delle marcature in una sola partita (Schiaffino 1950), quello, battuto, del più anziano goleador in una fase finale dei Mondiali (42 anni, 1 mese e 8 giorni). Permangono invece dubbi su Brasile-Polonia 6-5 d.t.s. del 1938. Si racconta che il polacco Wilimonski segnò 5 reti, ma molte cronache gliene accreditano solo 4.
Nel gruppo F passano, oltre al Belgio, anche Olanda (1-0 al Marocco) e soprattutto Arabia, che batte i Diavoli rossi con una prodezza di Owairan, che corre per 70 metri scartando anche i fili d'erba e infila a porta vuota. Nel gruppo D, l'Argentina sotto choc ma già qualificata cede 2-0 alla Bulgaria, che passa il turno insieme alla Nigeria, che batte 2-0 la Grecia. Nel gruppo C, come previsto, vanno avanti Germania (che passa da 3-0 a 3-2 contro la volenterosa Corea del Sud) e Spagna (3-1 alla Bolivia). Nel gruppo A, oltre a Svizzera e Usa, passano anche i rumeni.
[modifica] Ottavi di finale
Il 2 luglio, a Chicago, la Germania supera a fatica il Belgio. Subito sotto 2-1 (Völler, Grun e Klinsmann), i belgi del discontinuo Vincenzo Scifo si disuniscono e incassano il terzo gol, di Völler. L'arbitro svizzero Rothlisberger nega un rigore ai belgi, per fallo di Helmer, e solo al 90' Albert indora l'amara pillola dell'eliminazione.
La Spagna liquida la Svizzera con un secco 3-0 (Hierro, Luis Enrique, rigore di Aitor Beguiristain), che mette in mostra la solidità degli iberici e la fragilità difensiva degli elvetici, comunque pericolosi in avanti (molte le parate di Andoni Zubizarreta).
Il 3 luglio la Svezia pone fine all'avventura dell'Arabia Saudita, battendo gli asiatici per 3-1, con due reti della torre svedese Kenneth Andersson, futuro centravanti di Bari, Bologna e Lazio.
Spettacolo e gol a Los Angeles tra Romania e Argentina. I biancocelesti, orfani di Diego Maradona (rimpiazzato dal fumoso Ariel Ortega), soffrono la giornata di grazia del "Maradona dei Carpazi", al secolo Gheorghe Hagi, che trascina la squadra a degli storici quarti di finale. Per i rumeni segnano un gol Hagi e due Dumitrescu, per l'Argentina segnano Batistuta e Balbo; per la spregiudicata truppa di Alfio Basile è già l'ora dei saluti, dopo due finali consecutive.
Il 4 luglio, giorno della festa nazionale americana, la Nazionale a stelle e strisce, allenate dal "mago" Bora Milutinovic, affronta il Brasile. Lo stadio di San Francisco è tutto esaurito. Nella Nazionale di casa i giocatori più popolari sono il portiere Tony Meola, di origini avellinesi, e il pittoresco difensore Alexi Lalas, chitarrista e riconoscibile da un vistoso pizzetto biondo, che giocherà due anni a Padova. A fine primo tempo il brasiliano Leonardo, preda di un raptus, spacca il naso con una gomitata a Ramos e viene espulso. Anche in 10, i verdeoro sono però in agguato: ad un quarto d'ora dalla fine, da Romario a Bebeto, che infila con un chirurgico rasoterra Meola. L'espulsione dell'americano Caligiuri non fa che accelerare la pratica: Brasile ai quarti.
Passa agevolmente il turno l'Olanda, che batte l'Eire con due gol di Wim Jonk e Dennis Bergkamp, entrambi interisti, sui quali il portiere Bonner è tutt'altro che impeccabile.
Il 5 luglio, nell'altoforno di Boston, l'Italia, salvatasi per il rotto della cuffia, affronta la mina vagante Nigeria. Mussi sostituisce in fascia Paolo Maldini, dirottato al centro per l'assenza di Baresi. A centrocampo, fiducia a Berti, preferito a Dino Baggio; Massaro sostituisce Casiraghi in attacco. La Nigeria, infarcita di fantasisti, colloca il centrocampista Oliseh sulle orme di Roberto Baggio, sul quale il ct continua a insistere. Dopo la prima metà del primo tempo, abbastanza sonnolenta, un tuono scuote la partita. Al 26' Maldini tocca accidentalmente un pallone proveniente da un corner, la sfera finisce ad Amunike, che infila a porta praticamente vuota. La Nigeria, curiosamente, pare ritrarsi pigramente e sembra timorosa di affondare i colpi. All'intervallo, un pessimo Berti viene alfine sostituito da Dino Baggio, che al 1' della ripresa colpisce il palo. Al 63', finalmente, debutta il parmense Zola, 18 goal in campionato. Peccato che, dopo 12 minuti, l'arbitro messicano Brizio Carter, evidentemente vittima di un colpo di sole, lo cacci per un fallo di reazione francamente inesistente, dopo avergli negato un rigore per fallo di Eguavoen. Ce n'è abbastanza per tornare a casa, con tanto di corredo di complotto arbitrale, nella miglior tradizione italica, e del resto qualche giornalista in tribuna stampa non è poi così triste. La Nigeria giochicchia aspettando il 90', e quando mancano 100 secondi all'ora x, Mussi ruba palla a destra e la serve in mezzo a Roby Baggio, che, appena entrato in area, incenerisce a fil di palo Rufai con un precisissimo destro che mezza difesa non riesce ad intercettare per un soffio. Il miracolo è avvenuto. («Roberto ci ha tirati giù dall'aereo» dirà Sacchi).
Nei supplementari la Nigeria, comprensibilmente frustrata e incapace di sfruttare anche la superiorità numerica, viene estromessa da un rigore (con tanto di rimbalzo sul palo incorporato) del Divin Codino (che rivincita per lui, dopo che Gianni Agnelli l'aveva impietosamente definito un "coniglio bagnato" dopo la gara con la Norvegia), concesso dall'arbitro per un colpo di falce di Eguavoen su Benarrivo. Ridotti in 9 (i crampi hanno tradito lo stoico Mussi), si resiste fino al 120', sfiorando tra l'altro un clamoroso 3-1 con Massaro.
La Bulgaria la spunta ai rigori sul Messico, in una gara ricca di imprevisti (addirittura una porta che cade, dopo che Bernal aveva travolto il sostegno del palo) e agghindata da una prodezza accecante di Stoichkov(un tiro folgorante in corsa di rara bellezza). Ai rigori Mihailov neutralizza su Bernal e Rodriguez, Campos para solo su Balakov,balcanici ai quarti.
[modifica] Quarti di finale
Ai quarti è quasi tutta Europa: c'è solo il Brasile a difendere l'onore del Sudamerica, di Africa e Asia non c'è traccia.
All'Italia tocca la rude Spagna, che ha quattro giorni di riposo in più degli azzurri. Gli iberici, disposti con uno schieramento speculare dal ct Javier Clemente (cinque difensori, quattro centrocampisti e una punta di movimento, Luis Enrique), affrontano un'Italia ancora cambiata: in porta torna Pagliuca, Conte sostituisce Signori e in difesa Tassotti sostituisce lo sfinito Mussi. Con soli 23 gradi, al Foxboro Stadium di Boston, l'Italia gioca bene, e al quarto d'ora sfiora il gol con Roberto Baggio. Gli spazi sono pochi, la Spagna si chiude bene, e allora ci pensa l'ottimo Dino Baggio, con una gran sventola da fuori, al 25', a portare in vantaggio l'Italia. Caminero e Abelardo sfiorano subito il pari, poi finisce il primo tempo.
La sfortuna è però in agguato: tiro di Caminero al 58', deviazione assassina di Benarrivo e Pagliuca è spiazzato. Entra Berti per Conte, mentre Salinas sostituisce Sergi. A otto minuti dalla fine il vecchio e navigato Julio Salinas si trova solo davanti a Pagliuca, con un'autostrada davanti: il portiere azzurro esce, poi torna precipitosamente in porta, confondendo lo spagnolo, che gli tira sul piede. Tre minuti dopo Nadal incorna a colpo sicuro, sulla linea Costacurta evita la disfatta. Due minuti dopo Berti sradica palla a centrocampo, da la sfera a Signori, che serve in profondità Baggio, il quale, dalla destra, converge al centro, dribbla Zubizarreta e, in prossimità della linea di fondo, si inventa un chirurgico destro che non dà scampo alla Spagna. L'Italia è in semifinale, l'abbraccio tra Signori e Baggio diventa l'immagine più sfruttata dalle televisioni per rendere gli italiani partecipi del "sogno americano". L'Italia però paga pegno: Tassotti spacca il naso con una gomitata a Luis Enrique e viene inchiodato dalla prova tv: otto turni di squalifica, carriera azzurra finita.
Il Brasile se la vede, in quella che viene considerata la più bella partita di questa edizione dei mondiali, con l'Olanda che fin qui non ha incantato, ma che dispone tra le sue fila di campioni in grado di fare sempre la differenza. La malefica coppia-gol verdeoro, Bebeto-Romario, colpisce due volte, con un gol a testa. Il Brasile, imbottito di interditori, sembra avere la qualificazione in tasca, ma non ha fatto i conti con la straordinaria reazione degli Orange, che pareggiano con Bergkamp e Winter. L'ex genoano Branco, sostituto dello squalificato Leonardo, spezza i sogni arancioni con una terrificante fucilata a fil di palo su punizione, che lascia di sasso Ed De Goeij, colpevole per altro di aver piazzato in modo pessimo la barriera.
Finisce, dopo tre finali consecutive, l'avventura della Germania di Berti Vogts. I tedeschi, senza centrocampisti (con Klinsmann, Hässler, Völler e Möller contemporaneamente in campo), soffrono in avvio (palo di Balakov), ma poi prendono le misure ai bulgari. Al 2' della ripresa il vecchio Matthäus porta in vantaggio su rigore la sua squadra, che sfiora due volte il raddoppio (miracolo di Mihailov su Hässler e palo di Möller). Ma inizia a giocare il lunatico, ma fortissimo, Hristo Stoichkov: punizione capolavoro del fuoriclasse del Barcellona e palla in fondo al sacco. Tre minuti dopo, cross di Yankov e spettacolare avvitamento del bravo Letchkov: 2-1. Era dal 1978 che i tedeschi non arrivavano tra le prime quattro.
Si conclude ai rigori l'ultimo quarto, tra Svezia e Romania. Palo di Ingesson in avvio, poi quasi più nulla fino al 78': Mild batte rapidamente una punizione, palla al parmense Brolin, che fulmina Prunea. Hagi impegna Ravelli su punizione, e all'89' Raducioiu gira in rete una punizione di Hagi deviata dalla barriera. Ai supplementari, ancora Raducioiu realizza il 2-1 e per la Romania si aprono le porte di una storica semifinale; ma la Svezia pareggia a 4' dalla fine, complice un errore di Prunea, con Kennet Andersson. Nella lotteria sale in cattedra Thomas Ravelli: prodezze su Dan Petrescu e Miodrag Belodedici, che rendono ininfluente l'errore di Mild. Scandinavi in semifinale dopo 36 anni.
[modifica] Semifinali
In semifinale l'Italia affronta la temuta Bulgaria, anche se la Germania sarebbe stata certamente meno ben accetta. Torna titolare Berti per Conte, Casiraghi toglie il posto a Massaro. Un Albertini stratosferico guida l'Italia all'assalto nella prima mezz'ora: al 21' rimessa di Donadoni, palla a Roberto Baggio, che salta Yankov e Houbtchev e mette la palla nell'angolo basso alla sinistra di Mihailov, con un delizioso tocco di destro. Albertini, si diceva: prima colpisce un palo da 25 metri, poi impegna in angolo Mihailov con un pallonetto, quindi lancia splendidamente Baggio, che sembra chiudere i conti con un preciso rasoterra nell'angolo. Donadoni e Maldini sfiorano il colpo del k.o., ma un'azione personale di Sirakov, steso in area da Pagliuca, provoca il rigore che riapre la partita, trasformato dal solito Stoichkov. Il sole batte a New York, al 26' della ripresa l'episodio chiave: Roberto Baggio esce per una contrattura alla coscia. Berti è consumato dai crampi, ma il finale è azzurro: gli abbracci tra Gigi Riva, accompagnatore azzurro, e tutti i nostri giocatori sono il suggello alla quinta finale della nostra storia.
A contendere il titolo all'Italia, a Pasadena, è il Brasile, che supera di misura la Svezia per 1-0: Romario si mangia due gol fatti nel primo tempo (in occasione della prima occasione va ricordato il clamorosissimo errore di Mazinho che con Ravelli a terra e porta vuota riesce a colpire l'esterno della rete), Zinho esalta Ravelli nella ripresa e, dopo l'eccessiva espulsione di Thern, a dieci minuti dalla fine, Romario schiaccia di testa in rete un bel cross di Jorginho.
[modifica] Finali
Mentre la Svezia si diverte con la Bulgaria, sconfiggendola 4-0 e conquistando un onorevolissimo terzo posto (per i balcanici è, comunque, il miglior piazzamento della loro storia, tanto che qualche tempo dopo Stoichkov giunse a dire:"Dio è bulgaro"), tutta l'Italia è in ansia per le condizioni di Roberto Baggio, uscito anzitempo contro la Bulgaria. Sacchi, dopo un consulto, decide di rischiarlo, e rilancia anche Baresi, incredibilmente recuperato a 25 giorni dall'infortunio al menisco. Parreira schiera Taffarel in porta, Aldair e Marcio Santos centrali difensivi, Jorginho e Branco terzini, i quattro mediani di centrocampo Mauro Silva, Mazinho, Dunga e Zinho e la coppia letale Romario-Bebeto. Sacchi risponde con una formazione ancora cambiata: Pagliuca in porta, Mussi e Benarrivo terzini, Maldini e Baresi centrali (Costacurta è squalificato), Albertini e Dino Baggio centrali di centrocampo, ai lati Donadoni e Berti, in attacco Roberto Baggio e Massaro. Arbitra l'ungherese Puhl, già fischietto di Italia-Spagna.
Maldini salva su Bebeto, al 18' Massaro spreca addosso a Taffarel una ghiotta opportunità. Cafu sostituisce l'infortunato Jorginho, Apolloni fa altrettanto con Mussi; Branco mette in difficoltà Pagliuca con una gran punizione, sulla respinta Mazinho si esibisce in un clamoroso liscio. Il caldo asfissiante del Rose Bowl di Los Angeles rende le squadre fiacche e stremate; al 75' Pagliuca non controlla un tiraccio di Mauro Silva, la palla sfugge dalle mani del portiere e va a stamparsi sul palo alla sua destra. Il bacio del portierone al montante è ormai storia della televisione e dello sport. Sei minuti dopo Donadoni serve Baggio, solo davanti a Taffarel: tiro alle stelle. I supplementari riservano poche emozioni: Sacchi non ha tolto R. Baggio per far entrare Zola, ma ha messo Evani per Dino Baggio.Romario sbaglia a porta vuota un gol che anche Bruno Pizzul aveva visto. Si va, dunque, ai rigori, ma non prima che uno sfinito Baggio tiri fiaccamente su Taffarel una ghiotta opportunità.
È la prima volta nella storia dei Mondiali di Calcio che una finale si conclude a reti inviolate, e per la prima volta il titolo viene assegnato ai rigori.
Il primo a tirare è Franco Baresi: il tiro finisce alto. Pagliuca respinge il tiro di Marcio Santos, mantenendo la parità. Albertini segna, Romario colpisce il palo interno e la palla entra, tra la disperazione di Pagliuca; Evani non sbaglia, Branco pesca l'angolino spiazzando Pagliuca. Massaro tira male e Taffarel respinge (sotto, a destra); Dunga non sbaglia e Roberto Baggio, in precarie condizioni fisiche, tira alto e consegna il titolo al Brasile "tetracampeon", che dedica il trionfo ad Ayrton Senna, morto a Imola il 1º maggio. Per Baggio, malgrado la magra consolazione di uno spot pubblicitario che cambierà la storia, qualche anno dopo, sarà l'inizio di un immotivato ostracismo da parte di molti tecnici, a iniziare da Marcello Lippi, nuovo allenatore della Juventus.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Risultati
[modifica] Fase a Gironi
[modifica] Gruppo A
[modifica] Incontri
Sabato 18 giugno 1994 11:30 |
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1 – 1 | ![]() |
Pontiac Silverdome, Detroit Pubblico: 73 425 Arbitro: Lamolina (Argentina) |
44' Wynalda | 39' Bregy |
Sabato 18 giugno 1994 16:30 |
![]() |
1 – 3 | ![]() |
Rose Bowl, Los Angeles Pubblico: 91 856 Arbitro: Al Sharif (Siria) |
43' Valencia | 15', 89' Raducioiu,
34' Hagi |
Mercoledì 22 giugno 1994 16:00 |
![]() |
1 – 4 | ![]() |
Pontiac Silverdome, Detroit Pubblico: 61 428 Arbitro: Jouini (Tunisia) |
35' Hagi | 16' Sutter,
52' Chapuisat, 65', 72' Knup |
Mercoledì 22 giugno 1994 16:30 |
![]() |
2 – 1 | ![]() |
Rose Bowl, Los Angeles Pubblico: 93 869 Arbitro: Baldas (Italia) |
35' Escobar (Ag), 52' Stewart | 90' Valencia |
Domenica 26 giugno 1994 13:00 |
![]() |
0 – 2 | ![]() |
Stanford Stadium, San Francisco Pubblico: 83 401 Arbitro: Mikkelsen (Danimarca) |
44' Gaviria,
90' Lozano |
Domenica 26 giugno 1994 13:00 |
![]() |
0 – 1 | ![]() |
Rose Bowl, Los Angeles Pubblico: 93 869 Arbitro: Van der Ende (Olanda) |
18' Petrescu |
[modifica] Classifica
Nazione | P.ti | V | P | S | GF | GS | DR | |
---|---|---|---|---|---|---|---|---|
![]() |
6 | 2 | 0 | 1 | 5 | 5 | 0 | |
![]() |
4 | 1 | 1 | 1 | 5 | 4 | +1 | |
![]() |
4 | 1 | 1 | 1 | 3 | 3 | 0 | |
![]() |
1 | 1 | 0 | 2 | 4 | 5 | -1 |
[modifica] Gruppo B
[modifica] Incontri
Domenica 19 giugno 1994 16:30 |
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2 – 2 | ![]() |
Rose Bowl, Los Angeles Pubblico: 93 194 Arbitro: Tejada Noriega (Perù) |
31' Embe,
47' Omam |
8' Ljung,
75' Dahlin |
Lunedì 20 giugno 1994 13:00 |
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2 – 0 | ![]() |
Stanford Stadium, San Francisco Pubblico: 81 061 Arbitro: Lim Kee Chong (Mauritius) |
26' Romario,
52' Rai (Cdr) |
Venerdì 24 giugno 1994 13:00 |
![]() |
3 – 0 | ![]() |
Stanford Stadium, San Francisco Pubblico: 83 401 Arbitro: Brizio Carter (Messico) |
39' Romario,
66' Marcio Santos, 73' Bebeto |
Venerdì 24 giugno 1994 19:30 |
![]() |
3 – 1 | ![]() |
Pontiac Silverdome, Detroit Pubblico: 71 528 Arbitro: Quiniou (Francia) |
37' Brolin (Cdr),
59', 81'Dahlin (Cdr) |
4' Salenko |
Martedì 28 giugno 1994 13:00 |
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6 – 1 | ![]() |
Stanford Stadium, San Francisco Pubblico: 74 914 Arbitro: Al Sharif (Siria) |
15',41',44'(Cdr),72',75' Salenko, 81' Radchenko | 46' Milla |
Martedì 28 giugno 1994 13:00 |
![]() |
1 – 1 | ![]() |
Pontiac Silverdome, Detroit Pubblico: 77 217 Arbitro: Puhl (Ungheria) |
46' Romario | 23' Andersson |
[modifica] Classifica
Nazione | P.ti | V | P | S | GF | GS | DR | |
---|---|---|---|---|---|---|---|---|
![]() |
7 | 2 | 1 | 0 | 6 | 1 | +5 | |
![]() |
5 | 1 | 2 | 0 | 6 | 4 | +2 | |
![]() |
3 | 1 | 0 | 2 | 7 | 6 | +1 | |
![]() |
1 | 0 | 1 | 2 | 3 | 11 | -8 |
[modifica] Gruppo C
[modifica] Incontri
Venerdì 17 giugno 1994 14:00 |
![]() |
1 – 0 | ![]() |
Soldier Field, Chicago Pubblico: 63 117 Arbitro: Brizio Carter (Messico) |
61' Klinsmann |
Venerdì 17 giugno 1994 18:30 |
![]() |
2 – 2 | ![]() |
Cotton Bowl, Dallas Pubblico: 56 247 Arbitro: Mikkelsen (Danimarca) |
51' Julio Salinas,
55'Goikoetxea |
85' Hong,
90' Seo |
Martedì 21 giugno 1994 15:00 |
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1 – 1 | ![]() |
Soldier Field, Chicago Pubblico: 63 113 Arbitro: Filippi Cavani (Uruguay) |
48' Klinsmann | 14' Goikoetxea |
Giovedì 23 giugno 1994 19:30 |
![]() |
0 – 0 | ![]() |
Foxboro Stadium, Boston Pubblico: 54 453 Arbitro: Mottram (Scozia) |
Lunedì 27 giugno 1994 16:00 |
![]() |
1 – 3 | ![]() |
Soldier Field, Chicago Pubblico: 63 089 Arbitro: Badilla Sequeira (Costa Rica) |
67' Sanchez | 19' Guardiola (Cdr),
66', 70' Caminero |
Lunedì 27 giugno 1994 16:00 |
![]() |
3 – 2 | ![]() |
Cotton Bowl, Dallas Pubblico: 63 998 Arbitro: Quiniou (Francia) |
12', 37' Klinsmann,
20' Riedle |
52' Hwang,
63' Hong |
[modifica] Classifica
Nazione | P.ti | V | P | S | GF | GS | DR | |
---|---|---|---|---|---|---|---|---|
![]() |
7 | 2 | 1 | 0 | 5 | 3 | +2 | |
![]() |
5 | 1 | 2 | 0 | 6 | 4 | +2 | |
![]() |
2 | 0 | 2 | 1 | 4 | 5 | -1 | |
![]() |
1 | 0 | 1 | 2 | 1 | 4 | -3 |
[modifica] Gruppo D
[modifica] Incontri
Martedì 21 giugno 1994 12:30 |
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4 – 0 | ![]() |
Foxboro Stadium, Boston Pubblico: 54 456 Arbitro: Angeles (Stati Uniti) |
2', 44', 89' (Cdr) Batistuta, 60' Maradona |
Martedì 21 giugno 1994 18:30 |
![]() |
3 – 0 | ![]() |
Cotton Bowl, Dallas Pubblico: 44 132 Arbitro: Badilla Sequeira (Costa Rica) |
21' Yekini,
43' Amokachi, 55' Amunike |
Sabato 25 giugno 1994 16:00 |
![]() |
2 – 1 | ![]() |
Foxboro Stadium, Boston Pubblico: 54 453 Arbitro: Karlsson (Svezia) |
21', 28' Caniggia | 8' Siasia |
Domenica 26 giugno 1994 11:30 |
![]() |
4 – 0 | ![]() |
Soldier Field, Chicago Pubblico: 63 160 Arbitro: Bujsaim (Emirati Arabi Uniti) |
5' (Cdr),55' (Cdr) Stoichkov,
65' Letchkov, 90' Borimirov |
Giovedì 30 giugno 1994 19:30 |
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0 – 2 | ![]() |
Cotton Bowl, Dallas Pubblico: 63 998 Arbitro: Jouini (Tunisia) |
61' Stoichkov,
90' Sirakov |
Giovedì 30 giugno 1994 19:30 |
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0 – 2 | ![]() |
Foxboro Stadium, Boston Pubblico: 53 001 Arbitro: Mottram (Scozia) |
45' George,
90' Yekini |
[modifica] Classifica
Nazione | P.ti | V | P | S | GF | GS | DR | |
---|---|---|---|---|---|---|---|---|
![]() |
6 | 2 | 0 | 1 | 6 | 2 | +4 | |
![]() |
6 | 2 | 0 | 1 | 6 | 3 | +3 | |
![]() |
6 | 2 | 0 | 1 | 6 | 3 | +3 | |
![]() |
0 | 0 | 0 | 3 | 0 | 10 | -10 |
[modifica] Gruppo E
[modifica] Incontri
Sabato 18 giugno 1994 16:00 |
![]() |
0 – 1 | ![]() |
Giants Stadium, New York Pubblico: 75 338 Arbitro: Van der Ende (Olanda) |
11' Houghton |
Domenica 19 giugno 1994 16:00 |
![]() |
1 – 0 | ![]() |
RFK Stadium, Washington Pubblico: 52 395 Arbitro: Puhl (Ungheria) |
84' Rekdal |
Giovedì 23 giugno 1994 16:00 |
![]() |
1 – 0 | ![]() |
Giants Stadium, New York Pubblico: 74 624 Arbitro: Krug (Germania) |
69' Dino Baggio |
Venerdì 24 giugno 1994 12:30 |
![]() |
2 – 1 | ![]() |
Citrus Bowl, Orlando Pubblico: 60 790 Arbitro: Rothlisberger (Svizzera) |
42', 65' Garcia | 84' Aldridge |
Martedì 28 giugno 1994 12:30 |
![]() |
1 – 1 | ![]() |
RFK Stadium, Washington Pubblico: 52 535 Arbitro: Lamolina (Argentina) |
48' Massaro | 57' Bernal |
Martedì 28 giugno 1994 12:30 |
![]() |
0 – 0 | ![]() |
Giants Stadium, New York Pubblico: 72 404 Arbitro: Torres Cadena (Colombia) |
[modifica] Classifica
Nazione | P.ti | V | P | S | GF | GS | DR | |
---|---|---|---|---|---|---|---|---|
![]() |
4 | 1 | 1 | 1 | 3 | 3 | 0 | |
![]() |
4 | 1 | 1 | 1 | 2 | 2 | 0 | |
![]() |
4 | 1 | 1 | 1 | 2 | 2 | 0 | |
![]() |
4 | 1 | 1 | 1 | 1 | 1 | 0 |
[modifica] Gruppo F
[modifica] Incontri
Domenica 19 giugno 1994 12:30 |
![]() |
1 – 0 | ![]() |
Citrus Bowl, Orlando Pubblico: 61 219 Arbitro: Torres Cadena (Colombia) |
11' Degryse |
Lunedì 20 giugno 1994 19:30 |
![]() |
2 – 1 | ![]() |
RFK Stadium, Washington Pubblico: 50 535 Arbitro: Diaz Vega (Spagna) |
50' Jonk,
86' Taument |
18' Amin |
Sabato 25 giugno 1994 12:30 |
![]() |
2 – 1 | ![]() |
Giants Stadium, New York Pubblico: 74 624 Arbitro: Don (Inghilterra) |
7' (Cdr) Al Jaber,
45' Amin |
26' Chaouch |
Sabato 25 giugno 1994 12:30 |
![]() |
1 – 0 | ![]() |
Citrus Bowl, Orlando Pubblico: 62 387 Arbitro: Marsiglia (Brasile) |
65' Albert |
Mercoledì 29 giugno 1994 12:30 |
![]() |
0 – 1 | ![]() |
RFK Stadium, Washington Pubblico: 52 959 Arbitro: Krug (Germania) |
5' Owairan |
Mercoledì 29 giugno 1994 12:30 |
![]() |
1 – 2 | ![]() |
Citrus Bowl, Orlando Pubblico: 60 578 Arbitro: Tejada Noriega (Perù) |
47' Nader | 43' Bergkamp,
77' Roy |
[modifica] Classifica
Nazione | P.ti | V | P | S | GF | GS | DR | |
---|---|---|---|---|---|---|---|---|
![]() |
6 | 2 | 0 | 1 | 4 | 3 | +1 | |
![]() |
6 | 2 | 0 | 1 | 4 | 3 | +1 | |
![]() |
6 | 2 | 0 | 1 | 2 | 1 | +1 | |
![]() |
0 | 0 | 0 | 3 | 2 | 5 | -3 |
[modifica] Fase ad Eliminazione Diretta
[modifica] Ottavi di Finale
Sabato 2 luglio 1994 12:00 |
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3 – 2 | ![]() |
Soldier Field, Chicago pubblico: 60 246 Arbitro: Roethlisberger (Svizzera) |
6’ , 40’ Voeller 11’ Klinsmann |
8’ Grun 90’ Albert |
Sabato 2 luglio 1994 16:30 |
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3 – 0 | ![]() |
RFK Stadium, Washington Pubblico: 53 121 Arbitro: Van der Ende (Olanda) |
15’ Hierro 74’ Luis Enrique 86’ (R) Beguiristain |
Domenica 3 luglio 1994 12:00 |
![]() |
1 – 3 | ![]() |
Cotton Bowl, Dallas Pubblico: 60 277 Arbitro: Marsiglia (Brasile) |
85’ Al Ghesheyan | 6’ Dahlin 51’ , 88’ Andersson |
Domenica 3 luglio 1994 13:30 |
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3 – 2 | ![]() |
Rose Bowl, Los Angeles Pubblico: 90 469 Arbitro: Pairetto (Italia) |
11’ , 18’ Dumitrescu 58’ Hagi |
16’ (R) Batistuta 75’ Balbo |
Lunedì 4 luglio 1994 12:00 |
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2 – 0 | ![]() |
Citrus Bowl, Orlando Pubblico: 61 355 Arbitro: Mikkelsen (Olanda) |
11’ Bergkamp 41’ Jonk |
Lunedì 4 luglio 1994 12:30 |
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1 – 0 | ![]() |
Stanford Stadium, San Francisco Pubblico: 84 147 Arbitro: Quiniou (Francia) |
72’ Bebeto |
Martedì 5 luglio 1994 13:00 |
![]() |
1 – 2 | ![]() |
Foxboro Stadium, Boston Pubblico: 54 367 Arbitro: Brizio Carter (Messico) |
25’ Amunike | d.t.s. (1 - 1) |
88’, 102' (R) Roberto Baggio |
Martedì 5 luglio 1994 16:30 |
![]() |
1 – 3 | ![]() |
Giants Stadium, New York Pubblico: 71 030 Arbitro: Al Sharif (Siria) |
18’ (R) Garcia Aspe RIGORI Rodriguez (0-0) Suarez (1-0) Garcia Aspe (1-1) Bernal (1-2) |
d.c.r. (1 - 1) |
6’ Stoichkov RIGORI (0-0) Balakov (1-1) Guentchev (1-2) Borimirov (1-3) Letchkov |
[modifica] Quarti di Finale
Sabato 9 luglio 1994 12:00 |
![]() |
2 – 1 | ![]() |
Foxboro Stadium, Boston pubblico: 53 400 Arbitro: Puhl (Ungheria) |
25’ Dino Baggio 87’ Roberto Baggio |
58’ Caminero |
Sabato 9 luglio 1994 14:30 |
![]() |
2 – 3 | ![]() |
Cotton Bowl, Dallas Pubblico: 63 500 Arbitro: Badilla Sequeira (Costa Rica) |
64’ Bergkamp 76’ Winter |
53’ Romario 63’ Bebeto 81’ Branco |
Domenica 10 luglio 1994 12:00 |
![]() |
2 – 1 | ![]() |
Giants Stadium, New York Pubblico: 72 000 Arbitro: Torres Cadena (Colombia) |
75’ Stoichkov 78’ Letchkov |
47’ (R) Matthaeus |
Domenica 10 luglio 1994 12:30 |
![]() |
4 – 5 | ![]() |
Stanford Stadium, San Francisco Pubblico: 83 500 Arbitro: Don (Inghilterra) |
88’ , 101’ Raducioiu RIGORI Raducioiu (1-0) Hagi (2-1) Lupescu (3-2) Petrescu (3-3) Dumitrescu (4-4) Belodedici (4-5) |
d.c.r. (2 - 2) |
78’ Brolin 115’ Andersson RIGORI (0-0) Mild (1-1) Larsson (2-2) Andersson (3-3) Brolin (3-4) Ingesson (4-5) Nilsson |
[modifica] Semifinali
Mercoledì 13 luglio 1994 16:00 |
![]() |
1 – 2 | ![]() |
Giants Stadium, New York pubblico: 74 110 Arbitro: Quiniou (Francia) |
44’ (R) Stoichkov | 20’ , 25’ Roberto Baggio |
Mercoledì 13 luglio 1994 16:30 |
![]() |
0 – 1 | ![]() |
Rose Bowl, Los Angeles Pubblico: 91 856 Arbitro: Torres Cadena (Colombia) |
80’ Romario |
[modifica] Finale Terzo Posto
Sabato 16 luglio 1994 12:30 |
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4 – 0 | ![]() |
Rose Bowl, Los Angeles pubblico: 91 500 Arbitro: Bujsaim (Emirati Arabi Uniti) |
8’ Brolin 30’ Mild 37’ Larsson 40’ Andersson |
[modifica] Finale
Domenica 17 luglio 1994 12:30 |
![]() |
3 – 2 | ![]() |
Rose Bowl, Los Angeles pubblico: 94 194 Arbitro: Puhl (Ungheria) |
RIGORI Santos (0-0) Romario (1-1) Branco (2-2) Dunga (3-2) |
d.c.r. (0 - 0) |
RIGORI (0-0) Baresi (0-1) Albertini (1-2) Evani (2-2) Massaro (3-2) Roberto Baggio |
[modifica] Campione
Brasile
(Quarto titolo)
[modifica] Classifica marcatori
6 gol
5 gol
4 gol
Gabriel Batistuta
Florin Raducioiu
Martin Dahlin
3 gol
Bebeto
Dennis Bergkamp
Gheorghe Hagi
Tomas Brolin
Josè Luis Caminero